SPECIALE UN ANNO DI POLITICA / Da Festa sindaco alle Sardine, 365 giorni di eventi e “tormenti”

SPECIALE UN ANNO DI POLITICA / Da Festa sindaco alle Sardine, 365 giorni di eventi e “tormenti”

29 dicembre 2019

Alfredo Picariello – L’anno di Gianluca Festa e delle Sardine. Potrebbe sintetizzarsi così il 2019 della politica irpina. Ma serebbe ovviamente riduttivo, anche perché in questi dodici mesi, ci sono stati eventi e “tormenti” un po’ in tutti i partiti e nei vari schieramenti.

IL PD E LE PRIMARIE Il 2019 irpino si è aperto con, “in sottofondo”, la corsa alla segreteria nazionale del Partito Democratico che si è ovviamente incrociata anche con i destini locali. Anche perché, proprio i primi giorni dell’anno, l’allora candidato e oggi segretario del Pd, Nicola Zingaretti, scelse Avellino come una delle prime mete da cui lanciare la sua sfida. Erano i primi giorni di gennaio. Nel frattempo, alla segreteria regionale si candidava Leo Annunziata, sindaco di Poggiomarino. Candidatura che ha reso ancor più eloquente la spaccatura nel Pd irpino. Dalla sua, Annunziata aveva l’allora segretario provinciale, Giuseppe Di Guglielmo, il Presidente del Consiglio Regionale, Rosetta D’Amelio, l’ex senatore Enzo De Luca e tanti riferimenti del partito provinciale. Contro Annunziata, per la segreteria regionale scendeva in campo Umberto Del Basso de Caro, sostenuto in primis da Livio Petitto.

Il 27 gennaio muore Giuseppe Zamberletti, già parlamentare della Democrazia Cristiana e più volte ministro, che gestì in prima persona le tragedie del Friuli (nel 1976) e quella di Campania e Basilicata nel 1980.

Il 4 marzo, le primarie del Pd. 17mila gli elettori irpini presentatisi presso gli 85 seggi distribuiti nella provincia di Avellino. In città vince Nicola Zingaretti, in provincia Maurizio Martina. In Irpinia, per la corsa alla segreteria regionale, la spunta Annunziata.

Il 21 marzo il Consiglio dei Ministri stabilisce la data delle elezioni,da tenersi il 26 maggio. E’ election day, perché si va alle urne anche per le Europee. In Irpinia al voto Avellino e altri 45 comuni.

Il 29 marzo, scaduti gli effetti delle Legge Severino (che prevedevano 18 mesi di sospensione), relativamente alla condanna in primo grado nel processo “Welfare”, Carlo Iannace torna ufficialmente in Consiglio Regionale. Il senologo, eletto nel 2015 per la lista “De Luca Presidente”, dopo aver presentato l’istanza di rientro è stato inserito, nuovamente, in Consiglio Regionale sostituendo Francesco Todisco.

AL VOTO A fine aprile si presentano le liste per le amministrative. Riflettori puntati, ovviamente, su Avellino ed Ariano Irpino. Nel capoluogo “derby”, per la poltrona di sindaco, nel Pd, tra Gianluca Festa e Luca Cipriano. Gli altri candidati: Ferdinando Picariello, MoVimento 5 Stelle; Dino Preziosi, sostenuto da Forza Italia e dalla civica La Svolta; Amalio Santoro, sostenuto dalla lista Si Può; Biancamaria D’Agostino, espressione della Lega, e Massimo Passaro, Cittadini in Movimento.

Ad Ariano Irpino, si ripresenta il sindaco uscente Domenico Gambacorta, sfidato da Enrico Franza (centrosinistra), Generoso Cusano (Lega), Anselmo La Manna (Lista civica) e Mario Iuorio (MoVimento 5 Stelle).

Il 6 maggio arriva ad Avellino Matteo Salvini, all’epoca vicepremier e ministro dell’Interno. Sceglie la sala 1 del cinema Partenio per sostenere Biancamaria D’Agostino. Venti minuti di discorso. Il 23 maggio, invece, è la volta di Luigi Di Maio in via Matteotti, a sostegno di Ferdinando Picariello. Domenica 26 maggio si va al voto (sono stati 33.381 gli avellinesi che si sono recati alle urne, per una percentuale del 71.70%. Nel 2018, al ballottaggio, furono 23.463 gli aventi diritto a presentarsi ai seggi, 50.33%).

Il capoluogo manda al ballottaggio del 9 giugno Luca Cipriano e Gianluca Festa. Il primo è sostenuto dalle liste Mai Più, Avellino Più, Partito Democratico e Laboratorio Avellino insieme alle quali ha raccolto il 32.43% (10.483 voti) delle preferenze; il secondo, supportato da Davvero Avellino, W la Libertà, Ora Avellino e Vera si è posizionato secondo con il 28.67% (9.266).

Ad Ariano Irpino, invece, il sindaco uscente, Domenico Gambacorta (48.67%), appoggiato da una coalizione di Centrodestra, dovrà vedersela con il candidato del Centrosinistra, Enrico Franza (20.64%).

Al ballottaggio, ad Avellino, la spunta Gianluca Festa con il 51,52% dei voti nei confronti di Cipriano che ha ottenuto invece il 48,48%.

Ribaltone nel ballottaggio di Ariano Irpino, dove il Pd e il centrosinistra uniti conquistano dopo 40 anni il secondo comune dell’Irpinia con Enrico Franza che batte l’uscente Domenico Gambacorta, sostenuto da Udc, Forza Italia,FdI e altre tre liste civiche.

Franza, che al primo turno aveva raggiunto il 20,6% rispetto al 48,6% di Gambacorta, ha battuto il suo competitor conquistando il 52,6%, pari a 6.747 voti, mentre Gambacorta si è fermato al 47,2%. Ma per Franza non sarà facile governare in quanto la maggioranza del consiglio comunale è già stata assegnata alla coalizione di Gambacorta che al primo turno ha superato la soglia del 50% dei voti. Dopo Avellino nel 2018, con il sindaco Ciampi del MoVimento 5 Stelle, si ripete ad Ariano Irpino il fenomeno dell’anatra zoppa.

Il 21 giugno il Tribunale di Avellino accoglie il ricorso presentato da Michelangelo Ciarcia in merito ai risultati del Congresso Provinciale del Partito Democratico, che ha portato all’elezione di Giuseppe Di Guglielmo quale Segretario del Pd irpino, e alle procedure pre-congressuali.

Nella sentenza, firmata dal Giudice Monocratico Giuseppe De Tullio, il Tribunale dichiara la carenza di legittimazione passiva del Partito Democratico, accoglie la domanda proposta da Michelangelo Ciarcia e dichiara la nullità e l’inefficacia del regolamento per le elezioni del Segretario e dell’Assemblea Provinciale tenute nelle giornate del 22 e del 23 aprile 2018. Di fatto, quindi, Giuseppe Di Guglielmo non è più il Segretario Provinciale del Partito Democratico e lo stesso vale per Roberta Santaniello (eletta Presidente dell’Assemblea Provinciale) e per Gianni Romeo (tesoriere del partito dopo il Congresso del 2018).

Il 28 giugno si insedia il nuovo sindaco di Avellino, Gianluca Festa. La città esce ufficialmente dal commissariamento durato sette mesi.

Il 13 e 14 luglio, a Montella e Cassano Irpino va in scena la “Pontida del Sud”, ovvero la “Prima festa della rinascita, Legati al futuro”. Si tratta della prima festa provinciale della “Lega Salvini Premier” e del movimento giovanile. Il 26 luglio arriva il commissario del Pd irpino: Aldo Cennamo, ex deputato.

CRISI DI GOVERNO Il 12 agosto la crisi di governo a livello nazionale. Per un po’, si “agitano” ovviamente le acque anche in Irpinia. Le ferie sono caratterizzate dal dibattito se sia opportuno o meno replicare l’intesa Pd-MoVimento 5 Stelle anche a livello locale. Dibattito che èancora  in pieno svolgimento, visto l’approssimarsi delle elezioni regionali.

Il 13 settembre si chiude il pacchetto di nomine per sottosegretari e viceministri, si tratta di 52 posti in tutto: 42 sottosegretari e 10 viceministri. La maggioranza va ai Cinquestelle con 21 sottosegretari, 18 per il Pd, due per Leu, uno al Maie. I viceministri sono 6 in quota M5S, 4 per il Partito democratico.

Nella lista firmata dal Premier Giuseppe Conte, c’è una conferma per la politica irpina, quella di Carlo Sibilia tra i sottosegretari: il deputato eletto col Movimento 5 Stelle conserva il suo incarico all’Interno.

Il 14 ottobre è un grande giorno per l’Irpinia: la visita del Presidente del Consiglio. Giuseppe Conte in mattinata partecipa alle manifestazioni per il centenario Sulliano, nel pomeriggio effettua un tour in alcune aziende irpine, accompagnato dal sottosegretario Sibilia e alcuni deputati del MoVimento 5 Stelle, tra cui Michele Gubitosa.

Il 21 ottobre è tempo di “Leopolda 2019”. Si concretizza il nuovo progetto politico di Matteo Renzi, “Italia Viva”. A Firenze si vedono anche l’assessore del Comune di Avellino, Stefano Luongo, il sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, l’ex parlamentare Angelo D’Agostino, “sponsor” politico del sindaco di Avellino. Alla Leopolda c’è anche Alaia.

Il 29 novembre Luca Cipriano annuncia la sua adesione al Partito Democratico. Lo fa nella sala convegni della Camera di Commercio di Avellino, al cospetto del ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli. Dopo tre anni dall’addio, dunque, il ritorno di Cipriano nel Pd.

SARDINE IN PIAZZA Domenica 1 dicembre, le Sardine d’Irpinia scendono in piazza. Canti – da Bella Ciao, fino al Pueblo Unido degli Inti Illimani, è stato intonato anche l’Inno Nazionale – disegni, sardine colorate, cartelli ironici e tante luci. Il flash mob si concentra ai piedi dell’Istituto Comprensivo “Regina Margherita” per poi allargarsi a buona parte di Piazza Garibaldi.

Il Commissario Regionale della Lega Salvini Premier Campania, Nicola Molteni, nomina il senatore Pasquale Pepe, vicepresidente della Commissione Antimafia, come nuovo responsabile provinciale di Avellino. Il deputato lucano sostituisce Sabino Morano, autosospesosi dopo l’avviso di garanzia relativo all’inchiesta sul Clan Partenio 2.0. E’ il 5 dicembre.

Il 12 dicembre il senatore Ugo Grassi, dopo aver lasciato il MoVimento 5 Stelle, passa con la Lega. L’annuncio ufficiale viene dato direttamente da Matteo Salvini. La scelta del professore universitario, eletto in Senato nel 2018 nel collegio uninominale irpino con i Cinque Stelle, provoca diverse polemiche.

Il 17 dicembre Maurizio Petracca aderisce al Pd. La decisione dopo l’incontro con il segretario nazionale, Nicola Zingaretti, che si è tenuto presso la sede del Pd in Largo del Nazareno a Roma. Petracca entra nel gruppo consiliare del Pd presso il Consiglio Regionale della Campania.

Il 2019 finisce così come si è aperto. Il Pd al centro del dibattito. Termina, per i circoli del capoluogo, la campagna adesioni al Partito. Sono 668 gli iscritti al Partito Democratico nella città di Avellino per quanto riguarda il tesseramento 2019. Ma il commissario Cennamo fa intuire che potrebbe esserci una proroga.