Sonora junior sax a Fermo

8 dicembre 2012

Dopo il successo riscosso al Parco della Musica di Roma ed i complimenti di musicisti d’eccezione come Ennio Morricone, Danilo Rea, Nicola Piovani e Roberto Gatto, la Sonora Junior Sax ha incantato anche la platea del “XVIII Stage Internazionale del Sax” che si è svolto a Fermo. Cinquanta i giovani sassofonisti dell’orchestra, di età compresa tra gli undici ed i diciannove anni, che hanno suonato al cospetto di un esterrefatto Francisco Martinez, docente del conservatorio di Madrid e tra i più apprezzati sassofonisti del mondo. Vedere cinquanta ragazzi accumunati dall’amore per un unico strumento suonare tutti insieme, del resto, non è cosa di tutti i giorni. Sarà anche per questa ragione, oltre che per la loro bravura, che per i ragazzi della Sonora Junior Sax stanno in queste ore fioccando le richieste di concerti ( il prossimo appuntamento sarà il 26 dicembre a Sala Consilina ndr). Tornando all’esibizione di Fermo va detto che l’orchestra di 50 Sax, ideata dal maestro Eugenio Ottieri del conservatorio Cimarosa di Avellino e diretta dal maestro Domenico Luciano, è stata assoluta protagonista con quasi due ore di spettacolo. A rendere l’esibizione dell’orchestra di fiati ancora più coinvolgente è stato anche il sostegno di sette tutor ( Maestri: Adolfo Alberto Rocco, Giuseppe Frallicciardi, Silvio Rossomando, Marco Martone, Attilio Foglia, Luigi Cioffi e Luigi Migliorino ) che si sono spesso uniti al gruppo. “La nostra singolare orchestra – ha spiegato il maestro Domenico Luciano – nasce soprattutto dal fatto di condividere la stessa passione per il sax. E’ stato così che, su idea di Eugenio Ottieri, ci siamo messi insieme riunendo ragazzi che nella maggior parte dei casi frequentano la scuola media Solimena di Serino, la scuola media Palatucci di Montella, il conservatorio Cimarosa di Avellino, il Liceo Musicale Imbriani ma anche scuole di Salerno, San Cipriano, e Sala Consilina: “Ed è proprio questa eterogeneità – ha concluso il maestro Domenico Luciano – la dimostrazione concreta di quanto la musica possa unire e far superare barriere campanilistiche che spesso, come nel calcio, appaiono insormontabili”. (di Maria Luisa Manzione)