“Trovami un punto debole che lo devo ricattare”

“Trovami un punto debole che lo devo ricattare”

by 30 novembre 2016

Nuovi inquietanti retroscena emergerebbero dal capitolo delle intercettazioni telefoniche legate all’inchiesta della Procura di Avellino sull’inquinamento delle acque a Solofra.

Così come pubblicato stamane da Il Quotidiano del Sud, il sindaco di Solofra Michele Vignola avrebbe tramato per rimuovere il Comandante della stazione dei carabinieri Giuseppe Friscuolo, da tempo impegnato ad indagare sui presunti responsabili dell’inquinamento della falda acquifera della città della concia, a tal punto da ricercare spunti, gossip o documenti sensibili per indebolire la figura del rappresentante dell’Arma.

“Dimmi un punto debole che io lo devo ricattare”.

Questa è solo una delle frasi catturate dalle intercettazioni ambientali.

E’ il 13 maggio del 2014. In macchina c’è il sindaco Vignola e due amministratori del Comune di Solofra.

L’amministratore parla di un suo incontro tra un ex maresciallo (originario di Atripalda) che avrebbe detto di conoscere il comandante Friscuolo, di essere amico di famiglia.

Al maresciallo l’amministratore chiede: “Ma un punto debole mi devi dire che io lo devo ricattare… ma le femmine gli piacciono?”.

Anche un pettegolezzo, secondo quanto riportato dalle trascrizioni della Procura, avrebbe fatto comodo al sindaco di Solofra nel suo tentativo – come emerge dalle intercettazioni – di “… liberarsi” di Friscuolo.