Solofra/ Crisi settore conciario: gli operai irpini incrociano le braccia

21 aprile 2005

Solofra – La Solofra conciaria incrocia le braccia e domani mattina per otto ore sciopererà per la conquista di adeguati aumenti salariali e per il consolidamento dello sviluppo del settore. Uno sciopero, quello di questa mattina, che interessa non solo gli operatori locali ma si estende in tutto l’ambito nazionale. Difatti scenderanno in piazza ben tremila lavoratori dell’industria della concia che da circa sei mesi sono in attesa del rinnovo del contratto nazionale del lavoro. L’Unic – Associazione italiana degli imprenditori della concia – offre alla categoria aumenti inconsistenti, motivandoli con la crisi che il settore sta attraversando e chiedendo, inoltre, un aumento delle ore lavorative. Richiesta questa che, a parere dei sindacati, risulta oltremodo inammissibile. L’aumento chiesto dalle categorie sindacali ammonta ad 85 euro ma l’Unic non è disposta a superare i 35. Il polo conciario solofrano negli ultimi 2 anni ha visto ben 700 operai andare in cassa integrazione e 500 ricorrere alla procedura di mobilità. Ultima ditta a dover ricorrere alle procedure per ben 69 operai è stata la Carten’s, in seguito ad un duro braccio di ferro con il sindacato locale. E si vocifera che la Corcosol, ditta che estrae concimi bruciando gli scarti delle pelli, sia già intenzionata a porre in cassa integrazione buona parte del suo personale. Dunque una situazione per nulla rosea quella in cui versa il polo conciario locale. Sempre questa mattina, inoltre, una delegazione sindacale sarà ricevuta dal sindaco Antonio Guarino. “Spiegheremo al primo cittadino – precisa il segretario provinciale della Femca-Cisl, Antonio Olivieri – le motivazioni del mancato accordo del biennio.Sarà Guarino, infatti, a dover richiamare l’Unic in modo che riprenda le trattative per chiudere il biennio contrattuale e dar vita al nuovo. Delle sedici ore di sciopero a disposizione queste di oggi sono le prime otto ad essere attuate. L’Unic deve capire che le difficoltà del settore conciario non possono essere risolte comprimendo il salario e i diritti dei lavoratori”.