Solofra – A dieci anni dalla scomparsa di Lello De Chiara

18 marzo 2011

di Antonio Pirolo

Sono passati dieci anni dalla tragica scomparsa di Aniello De Chiara, Lello per tutti quelli che lo conoscevano, neurochirurgo e politico solofrano, per anni sindaco della cittadina della concia ma soprattutto devoto e sincero padre di famiglia.
Correva il pomeriggio del 19 marzo del 2001 (decisamente un’infausta annata, ndr) quando la notizia della morte del sindaco De Chiara fece in pochissimo tempo il giro del paese. Le voci si rincorsero in fretta e la notizia così si diffuse in tutta la provincia irpina, in Campania sino ai piani ‘altissimi’ delle Istituzioni regionali dove De Chiara aveva sempre lottato con il suo piglio forte e severo per la sua terra d’origine.

Raccontano degli ultimi giorni di Lello De Chiara come quelli di un uomo che aveva pensieri ammassati e disordinati in testa, lui che era stato presidente del Consiglio della Regione Campania e che dieci anni fa si trovava alla guida di un paese un tempo cuore pulsante dell’industria del Mezzogiorno. Nessuno, però, avrebbe mai immaginato il tragico epilogo.
Dieci anni sono passati. Dieci anni che però non hanno mai reso meno impressiva la figura del politico ma soprattutto dell’uomo.

Lello De Chiara nacque a Solofra nel 1942. Dedicò la sua gioventù allo studio, diventando ben presto stimato e apprezzato medico. A Solofra – ma non solo – in molti lo ricordano per la sua naturale attitudine a prestare ascolto e attenzione ai malati, senza mai chiedere compenso. Il De Chiara politico invece è sempre rimasto fedele alla linea socialista, in campo per difendere i lavoratori, in un particolare contesto sociale come quello del ‘boom economico’ e dei nuovi tycoon della concia degli anni ottanta a Solofra.
Nel 1985 è stato eletto presidente del Consiglio Regionale della Campania in quota Psi. Poi l’esperienza di primo cittadino nella sua città. Sotto il suo sindacato, i solofrani hanno riabbracciato il Palazzo Ducale Orsini, dal 1995 rinnovata sede degli uffici comunali.
La cittadina della concia muta la sua pelle. Viene eretto il palazzetto dello sport, vengono risistemate piazze, scuole e palazzi storici ed ecclesiastici; durante il suo secondo mandato amministrativo (1997) De Chiara porta Solofra nell’era della comunicazione globale, col cablaggio dell’intera area industriale.
Ma come ogni uomo De Chiara ha avuto i suoi limiti e come ogni uomo De Chiara ha commesso errori, talvolta fatali. Nel giorno delle solenni esequie, l’allora esponente avellinese del Cdu, Gianfranco Rotondi, amico di lunga data di De Chiara e oggi esponente del Governo, disse di Lello come di “… un uomo buono, gentile e onesto. Purtroppo – aggiunse – la politica è vittima ormai di un sistema elettorale che costringe poche persone a decidere per tutti. In una situazione del genere possono avvenire persino tragedie come quella di cui è rimasto vittima De Chiara”. Un tema che a dieci anni di distanza non ha ancora trovato risposta.