Smog e targhe alterne: l’Arpac traccia il bilancio

27 aprile 2005

Avellino – Valori positivi quelli registrati dall’Arpac, in relazione all’inquinamento ambientale, negli otto giorni compresi tra il 18 e il 25 aprile: lunedì 18 aprile 9 mg/mc; martedì 19 aprile 13 mg/mc; mercoledì 20 aprile 9 mg/mc; giovedì 21 aprile 20 mg/mc; venerdì 22 aprile 25 mg/mc; sabato 23 aprile 27 mg/mc; domenica 24 aprile 12 mg/mc; lunedì 25 aprile 15 mg/mc. Dunque, dati che indubbiamente lasciano riflettere sull’utilità del provvedimento delle targhe alterne. Prevenzione e tutela: due le parole chiave del provvedimento firmato dal sindaco Galasso per la città di Avellino. Due mesi di circolazione alternata, il mercoledì e il giovedì, per gettare le basi di una politica di tutela della salute pubblica non più prorogabile. Il provvedimento è partito lo scorso 2 marzo ed è restato in vigore fino ad oggi. Il dispositivo, operativo su tutte le strade del territorio cittadino, ha permesso il mercoledì la circolazione esclusivamente alle auto con ultimo numero di targa dispari, mentre il giovedì via libera ai veicoli con targa pari. Un dispositivo resosi necessario a causa dei dati allarmanti registrati in passato dalle centraline cittadine per quanto riguarda i valori dell’inquinamento atmosferico. Una soluzione che inizialmente ha fatto discutere ma che senza dubbio ha condotto a risultati positivi. Sono i numeri, infatti a parlare ed i risultati delle centraline sono chiari. Dai rilevamenti effettuati prima dell’entrata in vigore del provvedimento si erano registrati due superamenti dei limiti per ciò che concerne le polveri sottili. Dati allarmanti già constatati in precedenza. In particolare, lunedì 14 marzo si era registrato un valore pari a 54 mg/mc, addirittura 76 mg/mc, invece, giovedì 17 marzo. Ad oggi, invece, i dati Arpac relativi all’inquinamento ambientale dimostrano di aver subito un notevole scossone. Ora più che mai, dunque, appare necessario non soltanto restare nei valori stabiliti dalla legge ma soprattutto fare in modo che restino una costante evitando di raggiungere ancora una volta i dati allarmanti che hanno in passato caratterizzato l’inquinamento ambientale nella città capoluogo.