“Smaltimento illecito di rifiuti ed esalazioni maleodoranti”: la Procura conferma la bomba ecologica Pianodardine

“Smaltimento illecito di rifiuti ed esalazioni maleodoranti”: la Procura conferma la bomba ecologica Pianodardine

15 novembre 2018

“Smaltimento irregolare e illecito di rifiuti ed esalazioni maleodoranti e intollerabili per gli abitanti di Pianodardine e delle zone limitrofe”. La Procura conferma la “bomba ecologica” Pianodardine al termine delle indagini preliminari condotte dal Procuratore Rosario Cantelmo e dai sostituti procuratori Cecilia de Angelis e Roberto Patscot nei confronti di Nicola Boccalone, Annarosa Barbati, Vincenzo Biondo, Eliodoro Santonicola, Alfonso Marsella, Gaetano Dentice, Pantaleone Dentice e Antonio De Blasio.

A Boccalone, amministratore unico di Irpiniambiente, società che gestisce l’impianto Stir di Pianodardine, è contestato, in concorso con il dirigente tecnico dell’impianto Annarosa Barbati e il responsabile tecnico Vincenzo Biondo, “di aver effettuato attività di raccolta, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di circa 240 tonnellate di rifiuti (frazione organica) e altre 4400 tonnellate non osservando quanto indicato nell’Autorizzazione Integrata Ambientale”.

In particolare i rifiuti sarebbero stati stoccati “senza operare la prevista stabilizzazione biologica in condizioni aerobiche, con conseguente produzione di mercaptani e acido solfidrico e relative maleodoranze”.

Assente anche il registro delle temperature dei cumuli, “disattendendo così alle indicazioni degli strumenti di controllo relative al processo di stabilizzazione per le circa 4400 tonnellate di rifiuti (parte di rifiuti urbani e simili non compostata)”. Nel mirino della Procura anche “lo smaltimento di oltre 90mila chilogrammi di plastica, in misura eccedente a quanto contenuto nelle disposizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale”.

Così come, nel settembre del 2016, sarebbero stati stoccati, sempre secondo la Procura, “rifiuti urbani indifferenziati in misura superiore ai limiti annuali previsti. Alcuni cassoni scarrabili sono inoltre rimasti privi di copertura ed esposti agli agenti atmosferici”.

Una gestione dei rifiuti che ha prodotto, oltre i limiti della tollerabilità, esalazioni maleodoranti moleste per gli abitanti delle zone limitrofe.

L’indagine ha riguardato anche Eliodoro Santonicola della Meridionale Alimenti “per lo smaltimento illecito di rifiuti liquidi sul suolo” e lo sversamento di “acque reflue industriali, provenienti dalla lavorazione, nella rete fognaria gestita dal Consorzio Asi e nel torrente Cardogneto”.

Un’attività che ha provocato “esalazioni maleodoranti e nauseabondi” a danno degli abitanti. Allo stesso Santonicola è contesta anche la mancata annotazione dei controlli periodici sulle emissioni nell’atmosfera relativamente al 2016.

Sotto accusa inoltre Alfonso Marsella della Co.bi.em, società di Pianodardine che “all’interno di un capannone utilizzava abusivamente un impianto fisso per il trattamento di rifiuti inermi, nonché deteneva e trattava abusivamente un cumulo di materiale bituminoso”.

L’attività di trattamento rifiuti della “Dentice Pantaleone” di Montefredane ha provocato “illegalmente e oltre i limiti della tollerabilità esalazioni maleodoranti per gli abitanti delle zone limitrofe”.

Ad Antonio De Blasio della Auribus Italia di Pianodardine è contestato di aver scaricato “tramite una condotta in cemento acque reflue industriali nel Torrente Rio Vergine senza autorizzazione”.

Concluse le indagini preliminari ora per gli indagati e i loro legali ci sono venti giorni di tempo, a partire dalla notifica dell’atto, per la presentazione di atti e documenti o per rilasciare dichiarazioni o essere sottoposti ad interrogatorio.