Sisma – Pugliese intervistato alle 19.34 in aula a Montecitorio

23 novembre 2010

Per ricordare il sisma dell’Irpinia l’onorevole Marco Pugliese è stato intervistato da varie emittenti nazionali alle ore 19.34 nell’aula di Montecitorio. “Il ricordo è qualcosa che si porta nell’anima – dice Marco Pugliese – prima ancora che nella testa. Come un collante si lega ad un momento della nostra vita e, quando un evento, una data, arriva a farlo risalire in superficie, da questo nasce il racconto di quella emozione, spesso atroce e sofferta, come una cicatrice che ancora pulsa e chiede medicamento. Trent’anni sono trascorsi da quel 23 novembre del 1980. Una data che molte persone ricorderanno per sempre, compreso il sottoscritto. Era già buio e tutt’intorno, ogni cosa, le case, gli alberi, la strada, si sgretolavano, si accasciavano, si spaccavano, come fossero stati di cartapesta. Intere famiglie furono, in molti casi, materialmente distrutte; tanti paesi sperimentarono un nuovo modo di essere comunità. Tutti si organizzavano per scavare i morti, per recuperare i feriti, per garantire il cibo e l’acqua a tutti. Le importanti responsabilità e l’inefficienza del tessuto amministrativo porteranno con se la pratica dei commissariamenti che non ebbe i risultati sperati, o solo in parte. Diverso e impegnativo oltre che importante fu l’afflusso dei volontari (30.000 da tutta Italia), giovani di ogni estrazione sociale che, con tenacia e senso civico, riuscirono a marginalizzare lo sconforto e la depressione di grandi sacche della popolazione. Tuttavia, il punto critico del sistema può essere considerato, a mio avviso, la legge 219 sulla ricostruzione. Il collasso della politica amministrativa e le crepe nel sistema sociale si ebbero proprio in relazione ai provvedimenti successivi, vedasi la legge 80 per le grandi opere. La 219 distribuirà una pioggia di miliardi ma non produrrà sviluppo, divenendo solo occasione di spartizione e di enormi profitti, essa, come concezione “emergenziale” giustificava formalmente la velocizzazione dei tempi, ma nei fatti questo servirà solo a togliere ogni trasparenza nella gestione delle risorse. Purtroppo, il terremoto dell’80 è stato uno degli eventi più tragici e ha senza dubbio tutte le referenze per rientrare nelle tante vergogne del nostro Paese, ma insieme al ricordo di quei drammatici momenti, io ne porto con me anche un altro: quello della solidarietà, dell’altruismo e del reciproco sostegno di cui gli italiani sono capaci”.


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