Sisma ’80, Regione approva OdG per terminare ricostruzione

23 novembre 2010

Napoli – Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto, nella prima parte dei lavori, dal Presidente Paolo Romano, e, nella seconda, dal Vice presidente Biagio Iacolare, ha approvato un Ordine del Giorno, proposto da tutte le forze politiche, per sollecitare il Governo e il Parlamento ad intraprendere ogni iniziativa legislativa utile a chiudere il capitolo della ricostruzione “Sisma del 1980”. Il provvedimento, articolato in cinque idee per una legge che ‘chiuda’ il capitolo della ricostruzione, è stato adottato a seguito della seduta commemorativa delle vittime del terremoto del 23 novembre 1980, nel trentennale dell’evento sismico che devastò l’Irpinia, che ha visto gli interventi del Vice presidente della Giunta regionale, Giuseppe De Mita, del Presidente Romano, del presidente della Commissione Ambiente, Luca Colasanto, del capogruppo di Noi Sud, Sergio Nappi, del capogruppo del Pd, Giuseppe Russo, del consigliere di IdV, Dario Barbirotti, del capogruppo dell’Udc, Luigi Cobellis, del consigliere segretario del Consiglio regionale, Gennaro Mucciolo (Pse), del capogruppo di ‘Caldoro Presidente’, Gennaro Salvatore, dell’ex Presidente del Consiglio Regionale, Sandra Lonardo (Popolari per il Sud-Udeur).

Tutti gli esponenti politici hanno ricordato, con sentimenti di dolore e di solidarietà, le vittime del terremoto e hanno sottolineato la profonda ferita che l’evento sismico provocò all’Irpinia, con la trasformazione sociale delle aree interne, e all’intera comunità campana, sollecitando il compimento di tutti i percorsi di ricostruzione che, a trent’anni di distanza dal sisma, sono ancora, assurdamente, inattuati. In particolare, l’Ordine del Giorno sollecita la possibilità di consentire ai Comuni l’utilizzo delle giacenze finanziarie anche oltre il limite delle assegnazioni di competenza, attingendo alla cassa unica, il restringimento del numero dei Comuni terremotati all’area che ha effettivamente subito il danno, interventi strutturati per i centri storici e per la tutela e il rilancio del patrimonio storico artistico, la sostituzione del contributo per la ricostruzione con un indennizzo da parte dello Stato, la previsione di disposizioni speciali per la definizione del patrimonio antisismico


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