Sisma ’80, la città di Solofra commemora le sue vittime

22 novembre 2010

La città di Solofra ricorda le vittime del sisma avvenuto la sera del 23 novembre 1980; quel giorno perirono sotto le macerie trenta persone. Il comune di Solofra, in collaborazione con l’ Anspi, circolo parrocchiale di S. Michele Arcangelo, sezione S. Gerardo Maiella, ha promosso una cerimonia di commemorazione. Sarà presentato domani alle 18.00, presso il Palazzo ducale Orsini, il libro “Voci dalle macerie” una raccolta di testimonianze dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime del terremoto. Si terrà poi una fiaccolata fino al Monumento ai Caduti con la benedizione della lapide commemorativa in memoria delle vittime. Chiuderà in Collegiata di S. Michele Arcangelo una messa officiata dal parroco Monsignor Mario Pierro.

Così Antonio Guarino, sindaco della città conciaria: “Fate presto, titolava cosi un quotidiano campano nei giorni immediatamente successivi al sisma del 23 novembre del 1980. Una semplice frase nella quale si racchiudeva però il dramma che si stava consumando. Centinaia, migliaia di morti, paesi sventrati da novanta secondi di terrore. La macchina dei soccorsi si mosse lentamente. La solidarietà umana però seppe sopperire a questi ritardi, a queste carenze. Io ho vissuto – continua il sindaco – in prima persona quei giorni (Guarino era sindaco ndr). Da amministratore sapevo che il nostro primo impegno doveva essere far ripartire le nostre aziende. Far ripartire il motore della nostra economia, ci serviva qualcosa che ci facesse capire in maniera tangibile che davanti a tutta quella devastazione noi avevamo qualcosa da cui ripartire. Ci rimboccammo le maniche. Tutti insieme sapemmo tracciare e percorrere la strada per la rinascita materiale, morale ed umana della nostra Solofra. Dalle macerie di quel sisma io ritengo che nacque una Italia, una Solofra migliore. Consapevole di avere in se stessa le forze per andare avanti e fronteggiare le emergenze. Quella lezione, da amministratore, ritengo che sia ancora oggi e si manifesti quotidianamente nelle centinaia di associazioni di volontariato e di protezione civile che riescono ad arrivare là dove spesso la macchina amministrativa, afflitta da lungaggini e burocrazia, spesso non riesce ad arrivare. Nel giorno del trentennale del sisma 1980 il ricordo di tutti noi deve andare alle vittime di quei novanta secondi di devastazione, ma anche a quanti nei giorni immediatamente successivi si rimboccarono le maniche e si spesero per aiutare che aveva perso tutto. Mai come in quei giorni sapemmo dimostrare che l’ homo homini lupus è un principio che non ha ragion d’ essere in una società che si definisce civile”. Il messaggio di Orsola De Stefano, esponente della Giunta di Palazzo Orsini: “Il nostro mondo crollò in 90 secondi. Tanto durò la scossa che il 23 novembre 1980 lasciò un segno indelebile nella terra d’ irpinia. Anche Solofra pagò un tributo pesante in termine di vite umane. Trenta persone persero la vita a seguito del sisma. Il sisma sfregiò Solofra che conoscevamo, famiglie spezzate, quartieri stravolti. Da quegli attimi di paura, che sono ancora vivi nella memoria di chi li ha vissuti, è venuta fuori una Solofra, una Italia differente. La macchina dei soccorsi si mosse lentamente. Ma a queste carenze seppe sopperire il cuore degli uomini. Nei giorni che seguirono quell’ evento catastrofico tutta l’ Italia seppe reagire. Comunità distanti da noi centinaia di chilometri si mossero per dare aiuto ed assistenza a uomini e donne che mai avevano conosciuto prima. Il dolore e la devastazione che il terremoto aveva fatto piombare sulle nostre case e sui nostri cuori trovò sollievo nella disinteressata e spontanea generosità e disponibilità dell’ uomo che aiuta e sorregge l’ altro uomo nel momento del bisogno e lo aiuta a risollevarsi. Nel trentennale del sisma del 23 novembre del 1980 io ritengo che non ci sia modo migliore di ricordare quei fatti se non quello di tenere sempre viva la fiamma della solidarietà e dell’umana comprensione che in quei giorni arse in maniera possente”.


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