Sindacati in piazza contro la manovra “Salva Italia” di Monti (FOTO)

12 dicembre 2011

Avellino – Sindacati in Prefettura per protestare contro la manovra Monti. Di fronte al Palazzo di governo i leader provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno scioperato insieme questa mattina contro gli orizzonti del provvedimento che dispone tagli agli enti locali e colpisce fortemente le pensioni, principalmente l’indicizzazione di quelle più basse. Un manovra definita “profondamente iniqua” e contro la quale il sindacato ha annunciato battaglia.

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Lo sciopero ha fatto registrare un’ampia adesione. Centinaia i lavoratori, i pensionati ed i cittadini che dalle 10.00 alle 13.00 hanno presidiato la sede della prefettura di Avellino. Nella speranza che il documento contenente le proposte di modifica, presentato dai sindacati al Prefetto Ennio Blasco possa dare i frutti sperati a tutti i livelli.

“E’ stata una giornata importante – ha dichiarato il segretario provinciale della Uil Franco De Feo – per il sindacato e per quanti hanno scelto di scendere in piazza per dire no ad una manovra iniqua che non tiene conto delle difficoltà che già vivono quotidianamente lavoratori e pensionati. A partire dalla nuova Ici, la cui reintroduzione va a colpire in particolare i dipendenti e pensionati, che per l’80,9% sono proprietari della casa in cui vivono, per arrivare al provvedimento sulle pensioni, il cui peso, andrà ad incidere in misura maggiore sulle pensioni dei lavoratori dipendenti rispetto a quelle da lavoro autonomo. Infatti, su un totale di 14,5 milioni di trattamenti previdenziali corrisposti annualmente, circa il 69% di questi è riconducibile ai lavoratori dipendenti, il 27% agli autonomi e il 4% ad altre gestioni. Un dato emblematico che fotografa la grande iniquità della disposizione in questione. E se guardiamo poi alle pensioni che risultano essere salvaguardate dal blocco dell’indicizzazione, vediamo che anche in questo caso a beneficiarne sono i lavoratori autonomi. Provvedimenti inaccettabili, soprattutto in una provincia come quella irpina che già soffre fortemente per la crisi economica”.

In una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil sostengono che “la manovra economica presentata dal Governo non risponda ai criteri di equità e crescita che, insieme al rigore, sono stati enunciati dallo stesso Presidente del Consiglio. Sul versante dell’equità, a pagare sono sempre gli stessi, lavoratori, pensionati ed i ceti medi. Su questi ricade il blocco della rivalutazione delle pensioni, l’aumento della tassazione sulla prima casa, dell’addizionale regionale Irpef, dell’Iva, delle accise sui carburanti. Sul versante della crescita, le politiche sono poche e scarsamente selettive ed in particolare l’assenza di un intervento fiscale a favore dei redditi di lavoratori, pensionati e delle famiglie rischia di accentuare la dinamica recessiva dell’economia. Sull’occupazione dei giovani e delle donne le misure previste sono esclusivamente simboliche. Sulle pensioni si continua a fare cassa nonostante l’equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Si penalizzano pesantemente le pensioni, i lavoratori e le lavoratrici con un’eccessiva accelerazione sulle anzianità di pensionamento, si colpiscono i lavoratori già coinvolti nelle crisi aziendali o che hanno perso il lavoro. Mancano invece misure tese a far pagare chi non ha mai pagato e chi ha di più. Bisogna perseguire con convinzione una svolta epocale nella lotta all’evasione fiscale e prevedere una tassazione sui grandi patrimoni mobiliari ed immobiliari”. Al prefetto Ennio Blasco, pertanto, hanno sottoposto un documento che propone una serie di modifiche proprio in queste direzioni. Di qui, anche e soprattutto, l’appello ai gruppi parlamentari affinchè le sostengano.