Sicurezza viadotti, l’inchiesta della Procura di Avellino finisce su Report

Sicurezza viadotti, l’inchiesta della Procura di Avellino finisce su Report

10 dicembre 2019

L’inchiesta della Procura di Avellino sulla sicurezza delle barriere bordo Ponte di decine di viadotti autostradali finisce su Report, che svela anche come quattro di quelli che si trovano lungo l’A16 siano finiti in una lista nera dell’ufficio Ispettivo del Ministero per le Infrastrutture anche per il rischio strutturale ( si tratta dei viadotti Sottovia Ss 88 sulla strada dei Due Principati, Ponticelli , Tre Torri, Scrofeta e Madonna degli Angeli) almeno due dei quali già finiti nel mirino dei magistrati avellinesi per le barriere.

Il programma di inchiesta di Raitre condotto da Sigfrido Ranucci ha acceso i riflettori, un anno e mezzo dopo la tragedia del Ponte Morandi sui rischi strutturali nascosti per una serie di viadotti e anche sugli sviluppi dell’inchiesta coordinata dal Procuratore Rosario Cantelmo e dal sostituto Cecilia Annecchini: “Se la pubblica amministrazione è stata impotente allora si muove la magistratura- spiega l’inviato di Report-Ad Avellino dopo la tragedia del viadotto Acqualonga, anno 2013, 40 morti, la Procura si rese conto che le barriere erano vecchie di 30 anni e non avevano mai avuto manutenzione. Autostrade ha poi cambiato le barriere ma le ha ancorate con materiale ritenuto non idoneo. Perchè? A spiegarlo ai microfoni di Report ci pensa Andrea Demozzi, uno dei consulenti nell’inchiesta bis della Procura di Avellino sulla sicurezza delle barriere bordo Ponte dei viadotti, quella che ha già portato al sequestro lungo 31 infrastrutture in tutta Italia non solo sull’A16 ma anche sull’A14: “Sicuramente la malta cementizia costa molto meno delle resine certificate per questo tipo di utilizzo-spiega Demozzi – Come vedete ci sono fenomeni corrosivi in atto, evidenti, questo è stato rilevato su una struttura aperta al traffico”.

Viadotti colabrodo e sottostimati. Rischio 40, quindi basso per infrastrutture che avevano invece un livello di rischio di almeno 60 o 70. Ad ammetterlo nelle ultime settimane la stessa Società Autostrade. Trucco da cui avrebbe ricavato un vantaggio economico. Così nella puntata di Report andata in onda ieri sera e nel servizio di Manuele Bonaccorsi “Sotto i Ponti” a testimoniare come della sottostima del rischio per almeno 19 viadotti tra Liguria e Basso Piemonte e di altri 9 lungo l’A16 e i dubbi su 200 viadotti in tutta la rete nazionale (sono almeno 2000 quelli sui tratti di competenza Autostrade ndr) ci sarebbe anche una registrazione. Quella di Michele Donferri Mitelli ex responsabile di Autostrade, captato dai militari delle Fiamme Gialle nell’inchiesta di Genova.

Intanto si torna a verificare viadotto per viadotto, quello che da alcuni giorni sta facendo in prima persona il Capo degli ispettori del MIT per il Centro Italia, Placido Migliorino, che si cala lungo un viadotto dell’A26. Uno dei viadotti a rischio massimo, livello 70. Uno contro tutti. Perché come lui stesso racconta ai microfoni di Report: “Sono solo, il Ministero deve darci delle strutture adeguate. Io sono uno, le altre società invece hanno fior fiori di consulenti. Guardi tutti i verbali e potrà verificare che sono stati tutti redatti da me”.

Duro il finale affidati dallo stesso Sigfrido Ranucci, che legge un passaggio della lettera inviata qualche giorno fa agli organi di stampa da Luciano Benetton: “Le notizie di questi giorni su omessi controlli, su sensori guasti o falsi report – scrive Benetton – ci colpiscono e ci sorprendono in modo grave. Come famiglia ci riteniamo parte lesa. Ora, è vero, rispettabilissimo. Ma cosa dire dei familiari dei 43 morti del Ponte Morandi o quelli dei 40 morti del viadotto Acqualonga”. Secondo il Ministero dei Trasporti la sua società ci lascerebbe o ci lascia una rete di viadotti colabrodo”.