Sibilia contro l’abolizione delle Province: “Siamo un ente virtuoso”

12 dicembre 2011

“Siamo una Provincia virtuosa ed andremo avanti. C’è bisogno di conservare un ente intermedio che raccordi le realtà comunali con la Regione e lo stato centrale e non di assecondare, sulle ali della demagogia, quanti parlano di spreco e ritengono di risolvere un debito pubblico fatto nel passato eliminando le Province”. Cosimo Sibilia non ha dubbi. Il presidente di Palazzo Caracciolo è decisamente contrario all’eliminazione delle amministrazioni provinciali, così come stabilito all’interno della manovra “Salva Italia” recentemente varata dal nuovo governo Monti. E ha ribadito la sua posizione nel corso del confronto svoltosi questa mattina nella sala Grasso della Provincia di Avellino, organizzato insieme al presidente del comitato regionale “Spazio Aperto”, Mario Martone. Un appuntamento tenuto insieme all’assessore ai Lavori Pubblici della Provincia di Salerno, Marcello Feola, in presenza degli alunni dell’Itis di Avellino. Presenti tra gli altri i consiglieri provinciali Carmine De Angelis e Antonio Volpe e, in veste di vice presidente del parlamentino, Nando Romano.
Il confronto è stato aperto da Martone, che ha sottolineato come le Province siano nate addirittura prima dell’Unità d’Italia, ovvero nel 1859, e abbiano svolto un importante ruolo di cerniera con il governo centrale. “Oggi in Campania ci sono 551 comuni – ha ricordato -. Potrà mai la Regione rispondere alle loro esigenze se verranno abolite le 5 Province? Chi vuole eliminarle – ha accusato – intende portare l’Italia ad un periodo antecedente all’Unità”. Considerazioni ampliate da Cosimo Sibilia, che ha annunciato la sua ferma opposizione in Parlamento.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore provinciale Feola: “L’abolizione delle Province è un tema che si ripropone ciclicamente ogni 5 anni. Ma l’affollamento istituzionale che pure c’è in Italia, tra enti politici e funzionali, richiede una riflessione più profonda. E’ semplicistico porre la scelta tra abrogazione e mantenimento. La realtà sta nel mezzo. Va dato corpo al principio costituzionalizzato di differenziazionie, adeguatezza e sussidiarietà”