“Shoah. Per non dimenticare”, incontro al De Sanctis con Tullio Foà

“Shoah. Per non dimenticare”, incontro al De Sanctis con Tullio Foà

7 marzo 2018

Nell’Auditorium “Falcone e Borsellino”, lunedì 5 marzo, gli allievi delle classi quarte e quinte dell’IISS F. DE SANCTIS di Sant’Angelo dei Lombardi, hanno incontrato Tullio Foà, superstite delle leggi razziali ed esponente della comunità ebraica di Napoli.

L’evento è stato organizzato nell’ambito delle attività programmate dalla Commissione “Educazione alla legalità, alla salute, all’ambiente”, della quale è referente il prof. Michelangelo Fischetti.

L’incontro è stato aperto dal moderatore, l’allievo di V B Indirizzo Classico, Lorenzo Fontana, che ha invitato i compagni a promuovere sempre la riflessione sulla Shoah. Al termine di questo intervento, il Dirigente scolastico, prof. Gerardo Cipriano, ha portato i saluti istituzionali agli ospiti intervenuti.

Dopo i saluti del Dirigente, è stato proiettato un cortometraggio sull’Olocausto, al fine di sensibilizzare ulteriormente gli allievi su questo momento così tragico della storia del Novecento.

In seguito, è intervenuto il signor Foà che ha ricordato le discriminazioni che subì da bambino, quando fu costretto a frequentare una classe speciale, composta solo da bambini ebrei. Il racconto di Foà ha ricordato le drammatiche condizioni economiche in cui versava la sua famiglia, impoverita dalle restrizioni nei confronti degli Ebrei in vigore in seguito all’emanazione delle leggi razziali a partire dal 1938.

Un passaggio particolarmente significativo dell’intervento ha riguardato le vicende relative alle Quattro Giornate di Napoli. Il signor Foà ha ricordato l’eroismo di donne, uomini e ragazzi, che si opposero con coraggio alla barbarie nazifascista; alla fine del racconto ha letto, destando grande emozione in tutti i partecipanti, la lettera scritta ai docenti da un preside polacco di un liceo americano che fu deportato in un campo di concentramento.

Si riporta un passaggio particolarmente significativo della lettera: “Caro professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti, bambini uccisi con veleno da medici ben formati, lattanti uccisi da infermiere provette, donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università.

Diffido, quindi, dell’istruzione. La mia richiesta è la seguente: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani”.

Il racconto del signor Foà ha suscitato grande interesse negli allievi, generando un clima di grande partecipazione emotiva. Dopo questa testimonianza, è intervenuto sulla tragedia che si consumò in quegli anni il Monsignor Tarcisio Gambalonga, parroco di Lioni.

Al termine degli interventi, gli allievi hanno realizzato un intermezzo musicale e letterario: l’allievo della IV A dell’Istituto Tecnico Indirizzo Economico, Andrea Schiavone, con il flauto traverso, ha accompagnato la lettura di brani tratti dall’opera di Primo Levi “Se questo è un uomo”. I passi sono stati letti dagli allievi delle classi IV A ,V A e V B Indirizzo Scienze Applicate; V A Indirizzo Linguistico: Piera Di Minico, Andrea Drago, Michela Lemmo, Cristiana Morosanu e Alessio della Polla.

L’incontro si è concluso con un interessante dibattito, che ha costituito per gli allievi un momento di confronto e di riflessione su questa tragica pagina della storia contemporanea e di esercizio consapevole delle loro imprescindibili competenze sociali e civiche.