Ciampi sfiduciato, Gubitosa: “Qualche consigliere ha fatto i conti senza l’oste”

Ciampi sfiduciato, Gubitosa: “Qualche consigliere ha fatto i conti senza l’oste”

24 novembre 2018

Un Consiglio Comunale fiume sfiducia il sindaco di Avellino Vincenzo Ciampi.

In 23 (Petitto, Nargi, Ambrosone, Montanile, La Verde, Capone, Festa, Maggio, Negrone, Pizza, Nicola Giordano, Bilotta, Pericolo, Verrengia, Gaeta, Luongo, Iandolo, Fruncillo, Cipriano, Marietta Giordano, Leonardo Festa, Arace e Preziosi) hanno deciso di mandare a casa l’amministrazione pentastellata, contro i 6 voti contrari (Ciampi, Aquino, D’Aliasi, Ridente, D’Alessandro e Iacovacci) e gli astenuti Percopo, Morano e Laudonia, quest’ultimo eletto nella lista del Movimento 5 Stelle.

Il Comune di Avellino attende, adesso, il commissario prefettizio che guiderà l’ente sino alle amministrative della prossima primavera. Intanto, prima che iniziasse la riunione tra parlamentari del M5s, sindaco, assessori e consiglieri, il deputato Michele Gubitosa ha affidato a Facebook il suo pensiero a caldo.

Sfiducia, due dati di fatto:

1) Il messaggio che hanno inviato i cittadini lo scorso 24 giugno non è stato colto dalla maggior parte degli eletti.

2) Cambiare una città massacrata dalle precedenti Amministrazioni senza avere la maggioranza in Consiglio comunale era un’impresa difficile; farlo con consiglieri di opposizione che vengono proprio da quel sistema che ha portato Avellino agli ultimi posti per la qualità della vita in Italia è pressoché impossibile. E lo abbiamo visto.

Certo è che se il MoVimento 5 Stelle avesse concesso poltrone ai signori che ne hanno fatto richiesta questa esperienza amministrativa sarebbe andata avanti tranquillamente. Chiunque avrebbe fatto accordi pur di conservare quella sedia, noi no: il Movimento non si è compromesso con quel sistema putrido e ne siamo fieri.

Arriverà un Commissario straordinario che prenderà in mano la delibera di dissesto e valuterà il da farsi.

In primavera i cittadini di Avellino saranno di nuovo chiamati a scegliere il proprio sindaco e i propri rappresentanti.

E credo seriamente che qualcuno, sia tra quelli seduti quest’oggi tra i banchi del Consiglio sia tra quelli che da tempo tramavano fuori, abbia fatto i conti senza l’oste.