Serie B – Obiettivo pubblico, un manuale dice come coinvolgere fan

9 dicembre 2013

Aumentare l’appeal del prodotto stadio Serie B, rompere il legame, oggi troppo stretto, tra presenze e risultati sportivi, individuare nuovi target di pubblico e fidelizzare quelli già presenti. Obiettivo finale riempire gli impianti della Serie B Eurobet e sensibilizzare i club sull’investimento nelle politiche di marketing e di comunicazione verso i tifosi.
E’ questo il senso del manuale operativo di Obiettivo pubblico, progetto nato dalla collaborazione della Lega Serie B e di Studio Ghiretti & Associati e che viene messo a disposizione di tutte le 22 squadre del campionato. Il progetto, presentato lo scorso febbraio e che ora si concretizza in tutte le sue parti attraverso un manuale di 150 pagine contenente le politiche da attuare nei confronti dei tifosi, è rivolto indistintamente a tutti gli attori di un club calcistico, sia quelli istituzionalmente preposti a studiare strategie che a quelli da sempre considerati estranei a tutti gli aspetti non meramente tecnici, come i direttori sportivi, gli allenatori e gli atleti stessi. Tutti, è la filosofia del progetto, devono infatti essere interessati alle politiche di coinvolgimento o anche solo avere un approccio costruttivo nella volontà di riportare pubblico negli stadi. La presentazione del manuale questa mattina durante una conferenza stampa nella Lega Serie B in via Rosellini 4 alla presenza del presidente Andrea Abodi, del presidente di Studio Ghiretti & Associati Roberto Ghiretti e dei responsabili operativi del progetto Roberto Lamborghini, Lorenzo Santoni e Domenico Vassallo.
“C’è un disegno strategico nella nostra Lega – ha affermato Abodi – che accomuna i nostri progetti, da B Futura a La Nostra gente, Obiettivo pubblico e senza dimenticare B Italia e B Solidale. Vogliamo dare una risposta al problema delle infrastrutture materiali e immateriali, crescere nel radicamento con il territorio e diminuire il più possibile l’approccio incidentale che abbiamo verso la gente. Il nostro fatturato è prima di tutto sociale e poi economico, in questa direzione va Obiettivo pubblico”.
“Il manuale contiene almeno 700 idee e 50 buone pratiche prese in giro per il mondo – spiega Ghiretti – E’ il primo nel suo genere in Italia. Magari non è la fiera dell’innovazione ma è una bella carrellata di ottimi spunti da contestualizzare nella nostra realtà. Un documento rivolto verso tutti in società, perché nessuno può tirarsi indietro nel cercare di raggiungere l’obiettivo del coinvolgimento dei propri tifosi”.
I propositi a medio termine che individua Obiettivo pubblico vanno dall’assunzione di una figura, all’interno della società, dedicata al rapporto con i tifosi, dal creare un riconoscimento a livello di Lega che permetta di valutare ogni anno i migliori progetti in materia di coinvolgimento del pubblico, fino anche a sistemi di premialità che invoglino i club a intraprendere politiche attive. Il manuale propone le attività declinandole sui vari target presenti allo stadio, dai tifosi appassionati, come gli abbonati, ai turisti e ai tifosi occasionali, passando dal pubblico femminile, le famiglie, le aziende, i giovani, le scuole, indicando diverse soluzioni con best practices europee e mondiali stimolando un nuovo approccio verso i tifosi partendo dalla loro conoscenza. Lo stadio, secondo il manuale, rimane naturalmente la base di ogni attività e il primo punto sul quale intervenire: “E’ necessario suddividerlo in settori specifici in base ai differenti target di tifosi – suggerisce lo studio – con offerte sia a livello di prezzo che di servizi su misura delle differenti tipologie”. La consapevolezza che durante i play off la media di circa 6.000 presenze della regular season sale a 17.000 è utile per capire la passione o comunque l’interesse che esercita la squadra di Serie B, appeal che va coltivato, slegato dal risultato e che costituisce la base per il coinvolgimento del pubblico.
Naturalmente il manuale non ignora i social network che hanno una straordinaria “capacità di creare un legame unico tra i tifosi e la squadra, permettendo di condividere le emozioni peculiari con amici e altri utenti”. Per riuscire a sfruttare al meglio le opportunità suggerite da questi strumenti, raccomanda lo studio, i club “devono modificare profondamente la loro strategia digitale, focalizzandosi maggiormente sui tifosi anziché sul brand”.