Sentieri Mediterranei, sale l’attesa per l’evento clou dell’estate

28 luglio 2014

Dopo la sezione sinfonica con gli eventi nel Chiostro dell’Abbazia di Loreto, la 16esima edizione del festival “Sentieri mediterranei” di Summonte – direzione artistica di Enzo Avitabile – apre le sue porte al ritmo world/roots con gli appuntamenti in calendario dall’1 al 3 agosto. Un lungo weekend nel quale si terranno una dozzina di concerti ospitando un sorprendente crossover tra le tradizioni africane, il Sud Italia, i ritmi statunitensi e le storie portoghesi. Lo start è programmato per venerdì 1 agosto. Già dalle 16, inizieranno le visite guidate al borgo irpino che sfiora il santuario di Montevergine. Alle 17.30 il dibattito “Sguardi sulle migrazioni” all’anfiteatro della Torre angioina con Mauro Smith che racconta l’idea del Museo narrante dell’immigrazione, con l’intervento di Licia Colò. Dopo, “Submontis medievalia: il Medioevo al borgo e al castello” con giocolieri, giullari e armigeri. Dalle 20 ancora alla Torre lo spettacolo “Di vento e di viaggi” con Carlo D’Angiò e Paolo De Vito. Dalle 21 l’esibizione itinerante della Zastava Orkestar e dalle 21.30 in piazza Gelsi sul palco folk ecco Ar Meitheal. Poi l’headliner della prima serata: dal Mali, i canti di Bassekou Kouyatè, che in piazza De Vito porterà il patrimonio musicale espresso in album storici intitolati “Segu Blue” – nel 2008 vincitore dell’award BBC nella categoria “miglior album” – e “Jama Ko” (pubblicato un anno fa) e proporrà melodie e strofe attraverso il suono dello jeli ngoni, strumento a corde solitamente adottato dai griot specialmente nelle cerimonie rituali dette fasas (le prime testimonianze relative a questo strumento risalgono addirittura al 1352). Originario del Niger, figlio di un musicista e una cantante, negli anni Ottanta ha militato nella leggendaria Rail Band e via via ha collaborato con Toumani Diabatè e Keletigui Diabatè, Youssou N’Dour e Ali Farka Tourè. A mezzanotte, per il segmento dei concerti nella chiesa San Nicola di Bari, il recital della giovanissima violoncellista Erica Piccotti, con Federico Piccotti e Akanè Makita. Sabato 2 sarà la volta del duo composto da Joe Driscoll & Sekou Kouyatè, in un mix tra le sonorità di America e Guinea, come testimonia il loro costante andirivieni tra rock e afrobeat, hip hop e soul, grazie al rap di Driscoll e agli ipersonici riff elettrificati sulla kora di Kouyatè. Prima di loro, ancora la Zastava Orkestar, la paranza di Marcello Colasurdo, e a mezzanotte in chiesa, il canto fadista di Lula Pena. L’interprete/poetessa nata e cresciuta a Lisbona, che rappresenta una sorta di versione al femminile del canto di Tom Waits, Leonard Cohen e Caetano Veloso, salirà sul palco sacro per intonare le strofe delle canzoni contenute negli album “Phados” e “Troubadour”: da “Gaivota” a “Rosa”, fino alle epocali “Fria claridade” e “Senhora do Almortão”, esemplari canti tradizionali già eseguiti da Amália Rodrigues. Domenica 3, infine, c’è la regina del canto afroamericano e jazz/world: Dee Dee Bridgewater. L’artista – già ambasciatrice FAO – originaria di Memphis si esibirà in sestetto in una band che include Theo Croker (tromba), Irwin Hall (sax/flauto), Michael King (tastiere/piano), Eric Wheeler (basso acustico-elettrico) e Kassa Overall (batteria). In scaletta, un jukebox che oscilla da “Love for Sale” a “Don’t Explain” (in omaggio a Billie Holiday). Fino a una originale versione di “’O sole mio”, che già in passato aveva interpretato assieme a Ray Charles. L’evento – ideato e coordinato dal sindaco di Summonte Pasquale Giuditta, con Padre Andrea Cardin responsabile culturale e Fabrizia Barbarisi curatrice scientifica – è cofinanziato da fondi POR Fesr Asse I obiettivo operativo 1.12 della Regione Campania.