Senato – Oggi le dimissioni di Mancino: il plauso dei colleghi

24 luglio 2006

Senato: oggi il giorno delle dimissioni di Mancino e Cuffaro dovute alle incompatibilità previste dalla Costituzione. “Nel comunicare oggi la mia decisione di optare a favore della carica di componente del Consiglio Superiore della Magistratura – ha esordito Mancino in una lettera al Presidente del Senato – La prego di porgere i miei deferenti saluti all’aula, quale insostituibile istituzione rappresentativa degli interessi generali del Paese, ai senatori tutti, con i quali ho avuto modo di lavorare insieme in questi pochi mesi della XV legislatura, al Segretario Generale, ai funzionari e dipendenti tutti – un patrimonio di riconosciuta professionalità ed esperienza”. Un saluto, quello del senatore irpino, che ha ottenuto il plauso di tutti i componenti di Palazzo Madama.

Gli interventi

Il Presidente Francesco Marini
“Al senatore Mancino che lascia il Senato dopo trent’anni di ininterrotta presenza, ed al senatore Cuffaro, che sceglie la responsabilità di presidente della Regione Sicilia, per la quale è stato recentemente eletto, rivolgo, certo di interpretare il sentimento di tutti i colleghi, un cordiale saluto e i migliori auguri di buon lavoro”

D’Onofrio (Udc)
“Signor Presidente, anche il Gruppo UDC si unisce al plauso che ella ha voluto così cortesemente rivolgere sia al senatore Cuffaro, sia al senatore Mancino. Desidero aggiungere considerazioni personali, affinché rimangano agli atti. Nel caso del senatore Mancino, desidero ricordare che – quando divenne presidente della Regione Campania, all’inizio degli anni ’70 – ebbi l’onore di essere il primo esperto di cui egli si avvalse in quella Regione, e che – nonostante abbiamo, poi, militato in partiti diversi nel corso della presente legislatura e di quella precedente – non ha mai fatto velo, per quanto mi riguarda, dei rapporti di amicizia e di grande stima che intendevo mantenere nei suoi confronti”

Nania (Alleanza Nazionale)
“Signor Presidente, colleghi senatori, a nome, ovviamente, del Gruppo AN – ma credo anche di tutto il centro-destra – desidero lasciare agli atti del Senato la testimonianza del nostro apprezzamento per il senatore Mancino. Egli è stato uno dei colleghi più attenti al lavoro parlamentare: è stato Presidente del Senato; è stato, però, anche uno di coloro che ci hanno fatto sempre credere in qualcosa che riteniamo molto importante: chi non la pensa come noi è soltanto un avversario con il quale competere – sperando, magari, di prendere più voti – e non un nemico da cancellare. Gli rivolgiamo, pertanto, il nostro caloroso e più affettuoso saluto: siamo convinti che, se il Senato ha perso un validissimo rappresentante, sicuramente il CSM guadagnerà un validissimo protagonista, che gioverà a risolvere i tanti problemi della giustizia”

Schifani (Forza Italia)
“Signor Presidente, non posso esimermi – giacché sono profondamente convinto di quanto dirò – dal rivolgere un cordiale e convinto saluto all’ex presidente Mancino. Il senatore Mancino ha guidato autorevolmente l’Assemblea del Senato nella legislatura intercorsa tra il 1996 e il 2001 con grande autorevolezza e saggezza ed è riuscito a trovare, anche in situazioni di confronto eccitato dell’Assemblea, gli opportuni momenti di sintesi; è riuscito a garantire all’Assemblea una possibilità di interlocuzione interna alle forze politiche ed ha dimostrato pienamente il suo grande carattere che lo ha determinato nella saggezza delle scelte. Abbiamo apprezzato il senatore Mancino anche nella successiva legislatura quando, da ex presidente del Senato e da uomo saggio di quest’Aula, con i suoi interventi di grande raffinatezza politica, ma anche – mi preme sottolinearlo – giuridica, ha dato all’Assemblea momenti di grande riflessione e di acuta attenzione. Lo abbiamo salutato giorni or sono e continuiamo a salutarlo oggi nella consapevolezza che per noi rimarrà sempre il presidente Mancino, il Presidente di tutti, e che riuscirà a dare all’alto ruolo al quale è stato chiamato grandissimo rilievo ed equilibrio anche nella logica della composizione dei momenti di sintesi del confronto politico; infatti, anche in quella sede ricoprirà un ruolo autorevole, in un consesso – sottolineiamolo pure – caratterizzato dalla politica e non soltanto dal mondo delle giurisdizioni”

Finocchiaro (Ulivo)
“Signor Presidente, a nome di tutti i Gruppi parlamentari dell’Unione, voglio rivolgere un augurio ed un saluto all’ex presidente Mancino. Quest’Aula lo ricorda Presidente in un momento difficile della vita istituzionale e politica del Paese e mi pare che gli accenti degli interventi svolti dai colleghi stiano a testimoniare con quali equilibrio, misura e senso delle istituzioni Nicola Mancino abbia saputo interpretare quel ruolo. Credo che il Senato offra ad un’altra istituzione importante del nostro Paese – il Consiglio superiore della magistratura – queste doti di grandissima capacità politica, di grande senso delle istituzioni, di grande capacità di ascolto e di leggere i rapporti tra i poteri dello Stato nella stessa luce con la quale i costituenti vollero che fossero costruiti, ma allo stesso tempo con la capacità moderna di chi, avendo vissuto la politica ed essendone stato un altissimo interprete, sa cogliere e contestualizzare la vita di quell’organismo nel pezzo di storia in cui vive”.

Russo Spena (RC-SE)
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, il presidente Mancino sa che non sto partecipando ad un rito, ad una situazione retorica, nel momento in cui anche a nome del Gruppo di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea porgo a lui non solo i saluti e gli auguri per l’alto incarico costituzionale a cui viene chiamato, ma anche un ringraziamento. Un ringraziamento, perché ritengo che il senatore Mancino sia stato per tutti noi un esempio, ed anche un maestro, a dimostrazione di come le grandi culture popolari del nostro Paese, quella comunista e quella cattolica, possano trovare una capacità di confronto ed anche di selezione di paradigmi comuni nella difesa dei diritti costituzionali e sociali. Ho avuto la fortuna di conoscere il presidente Mancino qualche anno fa, quando ero un giovane consigliere regionale della Campania ed egli era il Presidente di quella Giunta regionale. L’ho ritrovato al Senato, come Presidente del Senato; l’ho poi ritrovato appassionato combattente per la difesa della Costituzione repubblicana e guida, anche nell’ultimo referendum, in quella battaglia per la difesa e la salvaguardia della Costituzione che abbiamo combattuto, io con grande modestia rispetto a lui che guidava quei comitati per la Costituzione. Oggi lo ritroviamo al Consiglio superiore della magistratura, dove siamo sicuri che le sue qualità democratiche, di confronto, di ascolto dell’altro e poi anche di una decisione determinata, possano essere utilissime per portare all’interno di quella struttura oggi così delicata, dopo anni di devastazione dei rapporti tra politica e magistratura, un equilibrio complessivamente superiore, in nome della Costituzione e dell’autonomia dei poteri nell’ambito della Costituzione stessa. In questo senso credo quello rivolto oggi al presidente Mancino non sia solo un saluto a chi tanto ha dato alla politica e a questo Senato, ma sia soprattutto un augurio perché possa utilizzare questa esperienza per un lavoro ancora più proficuo per la Costituzione e per la Repubblica italiana nel suo nuovo incarico”

Andreotti (Misto)
“Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola che ho chiesto non per associarmi ad un rito, ma per mettere in evidenza due caratteristiche che riguardano la persona di Nicola Mancino. Egli ci ha dato un grande esempio, non solo per avere presieduto molto bene la nostra Assemblea, ma perché nella legislatura passata, ex Presidente, è stato sempre qui presente a tutte le sedute e ha preso più volte la parola, prendendo in fondo con serietà quell’articolo del Regolamento che dice che chi non ha dei giustificati motivi dovrebbe essere presente alle sedute. L’augurio nei confronti di Nicola Mancino è anche indirizzato specificamente al lavoro che ora è chiamato a compiere. Nessuno ignora che vi è una certa tensione, una certa incomprensione, tra il mondo politico, parlamentare e di governo, e il mondo della magistratura. Forse una modifica apportata nella passata legislatura fu negativa: mutare il modo di elezione del Consiglio superiore passando dalla base regionale alla base nazionale ha accentuato il correntismo. Noi ci auguriamo, non nell’interesse di una parte ma nell’interesse della Nazione, che Nicola Mancino riesca a recuperare e a ristabilire un clima di reciproco rispetto, perché questo è il significato vero dell’indipendenza di cui parla la Carta costituzionale”

Castelli (LNP)
“Signor Presidente, introduco una voce padana sulle riflessioni sul Presidente Mancino. Intanto non vorrei che questi toni troppo apologetici gli portassero sfortuna, anche se sarei il primo ad essere lieto se Nicola Mancino diventasse, come sembra o come anch’io spero, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Ho conosciuto il presidente Mancino come avversario politico. I rapporti in questa Aula tra l’allora presidente Mancino e l’allora capogruppo Castelli sono stati dialettici, al punto che egli arrivò qualche volta anche ad espellermi dall’Aula, ma di questo non serbo rancore, era un po’ il gioco delle parti. Credo pertanto che la stima sia stata reciproca tra noi. Vorrei quindi fargli un augurio: che diventi veramente Vice presidente del Consiglio superiore della magistratura. Riprendendo un po’ le considerazioni del senatore Andreotti, credo che il CSM abbia bisogno di curare di più la deontologia del mondo dei magistrati, oggi un po’ abbandonata in favore di una difesa troppo corporativa. Questo l’augurio che faccio al presidente Mancino. Egli ha la personalità, la capacità e l’autorevolezza per farlo: che possa riequilibrare questo importantissimo organo costituzionale in favore di tutto il Paese”.

Mastella (Udeur)
“Signor Presidente, le espressioni di stima che confortano questa scelta da parte del senatore Mancino di mutare la propria esperienza e di praticarla all’interno di un’altra istruzione così importante per la vita del Paese trovano anche il Governo nella stessa situazione umana e politica. Peraltro, chi parla è amico di Mancino da tantissimi anni; abbiamo avuto la stessa esperienza all’interno di un grande e rilevante fatto di rilevanza per la vita politica italiana come fu la Democrazia Cristiana. Da posizioni apparentemente periferiche, in tanti anni di militanza ho apprezzato in Mancino sia il tratto umano sia le sue caratteristiche sempre dialoganti e di grande tolleranza. Questa è forse la ragione per la quale nella estensione parlamentare tutti hanno apprezzato con molta forza tali sue capacità. Peraltro, come sottolineato da molti autorevoli rappresentanti di quest’Aula, spero che con Mancino si possa lavorare, pur nel rispetto dell’autonomia e del ruolo che andrà a svolgere nel Consiglio superiore della magistratura, perlomeno per determinare le condizioni per evitare i conflitti e le esasperazioni che a volte si verificano tra mondo politico e mondo della magistratura. Questo è l’augurio che faccio al presidente Mancino, un augurio pieno di speranza, e credo che la fiducia e la speranza siano ben riposte conoscendo le alte qualità umane del senatore presidente Mancino”.

De Pretis (Iu – Verdi-Com)
“Signor Presidente, a nome del Gruppo Insieme con l’Unione e mio personale voglio oggi salutare il presidente Mancino, ovviamente esprimendo l’augurio che davvero egli possa divenire non solo Vice presidente del Consiglio superiore della magistratura ma svolgere con equilibrio, come ha sempre fatto in quest’Aula, quel delicato mandato che credo oggi ci possa davvero permettere di ritornare con serenità a una ricomposizione e ad un dialogo forte con la magistratura. Sarò sempre grata al presidente Mancino per l’equilibrio che egli ha sempre dimostrato in quest’Aula. Lo abbiamo conosciuto la scorsa legislatura come collega di lavoro, ma egli è stato soprattutto per noi, matricole di questo Senato, un punto di riferimento, e lo voglio ringraziare di cuore. Infatti, Nicola Mancino è sempre stato una persona pronta al dialogo, pronta a comprendere le ragioni di tutti, a trovare soluzioni di ricomposizione. Ci mancherà molto in quest’Aula, però siamo certi che il suo nuovo incarico sarà assolutamente fondamentale, importante e prezioso per il nostro Paese, perché saprà davvero utilizzare quelle doti umane, politiche, di grande equilibrio e di dialogo con tutti che abbiamo visto applicare costantemente in Senato sia quando ne era Presidente sia quando era ligio senatore dell’opposizione. Questa sua capacità credo serva davvero per la ricomposizione di fratture, che, se continuassero, potrebbero essere deleterie per la storia e l’avvenire del nostro Paese”.

De Gregorio (Misto-IdV)
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome della componente Italia dei Valori del Gruppo Misto esprimo un grande e caloroso augurio di buon lavoro a Nicola Mancino. Da meridionale a meridionale, con particolare sensibilità, parlo di un uomo di equilibrio, di un moderato, di un grande maestro di vita e di politica. Per chi, come il sottoscritto, è alla prima esperienza parlamentare, il messaggio di Nicola Mancino è quello di un grande segnale di senso istituzionale, un valore che per noi più giovani deve rappresentare una scuola. Per chi, come molti, hanno avuto la fortuna di frequentarlo, la certezza invece che le istituzioni sono più forti quando a rappresentarle sono personalità capaci di coniugare una sorta di stile bipartisan vero, dove prevalgono la ricchezza dei contenuti, la forza della proposta e l’impatto delle idee. Rispetto al messaggio che Nicola Mancino porterà all’interno del CSM probabilmente, anzi ne sono sicuro, rappresenterà quella pacificazione tra le parti che solo l’equilibrio di una dialettica sana potrà rendere visibile al Paese”.