Sel, Roberto Montefusco: “L’amministrazione torni ad occuparsi dei flussi migratori”

Sel, Roberto Montefusco: “L’amministrazione torni ad occuparsi dei flussi migratori”

17 febbraio 2016

Riportiamo le dichiarazioni di Roberto Montefusco (Sel), relative alla questione immigrati.

Di fronte all’emergenza legata alla chiusura di sette centri di accoglienza in provincia, e alla prospettiva di nuovi arrivi di giovani richiedenti asilo nei prossimi mesi, colpiscono negativamente le parole del Sindaco di Avellino Paolo Foti e dell’Assessore alle Politiche sociali Marco Cillo, con le quali dichiarano la città non pronta a farsi carico dell’accoglienza di questi ragazzi.

Parole che contraddicono le disponibilità mostrate nel mese di settembre 2015, e lo spirito dell’iniziativa di dicembre, con la quale addirittura il Comune capoluogo chiamava a raccolta i sindaci della provincia per attivare processi di collaborazione per l’accoglienza dei migranti. Ora arriva una chiusura netta, che rappresenta un segnale preoccupante ed incomprensibile, dal momento che comuni irpini decisamente più piccoli di Avellino hanno in questi mesi ospitato gli oltre mille richiedenti asilo che vivono in provincia.

Ancora una volta la città non esercita la propria funzione di capoluogo, ripiegata per le scelte di chi la amministra nella paura e nella incapacità di assumere una iniziativa. Sarebbe stato auspicabile, invece, un appello al tessuto sociale della città, affinchè anche Avellino facesse la propria parte, individuando spazi e strutture, attivando un dialogo con associazioni laiche e cattoliche, cittadini, forze sociali.

Il Sindaco e l’Assessore Cillo descrivono una città impaurita e inadeguata all’accoglienza. Io credo che non sia così, e che comunque compito di chi amministra e governa non sia alimentare le paure, ma accompagnare e governare processi così complessi come i flussi migratori a cui stiamo assistendo. Sarebbe auspicabile che di questo torni ad occuparsi il Consiglio Comunale della città, e che si corregga una posizione grave sbagliata, che non corrisponde alla necessità di una risposta unitaria e solidale di tutta la comunità irpina per l’accoglienza di ragazzi in cerca di speranza e di una vita libera e dignitosa.