Sel: “Pd, Udc e Fi fanno spartizione di poltrone”

21 luglio 2014

Gli amministratori di Sel in merito all’assemblea dell’ Ato hanno inviato la seguente nota: “L’assemblea dei sindaci per la costituzione dell’ATO rifiuti si è risolta in un altro nulla di fatto. Il decisionismo e la fretta messi in atto, su imput del Pd, dal sindaco Foti si sono infranti per la seconda volta sugli scogli dei contenuti e delle regole. Il sindaco di Avellino, oltre ad essersi prestato all’operazione di larghe intese venendo meno al dovere di dedicarsi anzitutto alla città, porta la responsabilità di non aver agito a garanzia dell’insieme dei sindaci e dei territori. Anziché procedere a testa bassa, con l’unico obiettivo di sostanziare l’accordo di potere tra Pd, UdC e FI attraverso la spartizione delle poltrone di presidente e vicepresidenti, sarebbe stato più utile promuovere occasioni di confronto sulle procedure da seguire , sugli obiettivi da raggiungere, sulle scelte di politica industriale necessarie a organizzare un efficiente ciclo dei rifiuti, sull’equilibrio da determinare tra modello organizzativo a valenza provinciale ed esigenze specifiche delle diverse realtà territoriali. Sarebbe stato più saggio anteporre agli organigrammi una discussione in merito a quei contenuti sui quali, con uno specifico documento proposto nell’assemblea, un ampio gruppo di sindaci ha sollecitato il dibattito e la decisione. Il fallimento dell’ Assemblea dell’ATO costituisce una battuta d’arresto significativa per la strategia delle larghe intese, ma non il suo definitivo accantonamento. Essa può tornare in campo nelle future assemblee per il rinnovo degli enti di servizio e per la Provincia che, in base alla legge Del Rio, nelle prossime settimane sarà interessata dal processo elettorale di secondo grado riservato ai sindaci ed ai consiglieri comunali. Le province non sono state soppresse e conservano quasi per intero le funzioni ad esse tradizionalmente attribuite. Ciò che, invece, è stata soppressa è la possibilità per gli elettori di votare e decidere la composizione del governo provinciale. La legge ha definito un insieme raffazzonato di regole che istruisce un percorso elettorale avulso da un confronto politico e programmatico. Gli eletti, infatti, si decideranno sulla base delle preferenze ottenute e non sui consensi conseguiti dalle differenti liste in competizione. La Provincia è una istituzione importante e decisiva per la rappresentanza di un territorio come il nostro aggredito da più parti, dal tentativo di scippo delle risorse idriche alla pretesa di mani libere per le trivellazioni petrolifere, ed esposto ai rischi di marginalizzazione nella destinazione delle risorse e nella programmazione degli investimenti. Le elezioni per il rinnovo del governo provinciale non possono prescindere dal confronto tra le diverse opzioni di governo in campo, quasi si trattasse di eleggere un consiglio di amministrazione qualsiasi. Queste possono rappresentare il terreno sul quale in concreto si può lavorare alla costruzione dell’alternativa alla destra e al rilancio di una alleanza di centro sinistra per l’innovazione e il cambiamento. A tal fine occorre stimolare il pieno coinvolgimento dei sindaci e degli amministratori perché tra di essi vi sono energie e competenze utili a qualificare la proposta programmatica e a scongiurare tentazioni finalizzate alla conservazione e alla gestione consociativa del potere. Dopo le divisioni dell’ultimo turno amministrativo si deve aprire una nuova fase politica caratterizzata dalla ricerca di una vocazione unitaria nel centrosinistra. Al Pd è richiesto di voltare pagina rispetto alla linea delle larghe intese orientando la propria azione politica alla costruzione, in questa provincia, di una proposta di governo fondata sulla centralità dei contenuti, sull’unità del centrosinistra e sulla necessità dell’alternativa rispetto alla coalizione tra le forze del centro destra e l’U.d.C. che, giova ricordare, ha vinto le ultime elezioni provinciali e ancora oggi, attraverso la gestione commissariale, regge le sorti dell’ente di palazzo Caracciolo. SEL fa appello a tutte le personalità e alle diverse componenti del centro sinistra perchè facciano sentire la propria al fine di sconfiggere le resistenze moderate e i propositi consociativi e perchè possano prevalere le volontà di unire gli sforzi in modo da a favorire una soluzione avanzata e innovativa per il governo della provincia. Da subito SEL si metterà al lavoro per questo obiettivo”.