Seggio Europa – Gargani resta a piedi, Trematerra vola a Strasburgo?

24 novembre 2010

La diatriba tra Fli e Pdl potrebbe costare cara a Giuseppe Gargani per volare con ritardo a Strasburgo per il seggio all’Europarlamento. Ebbene i futuristi lo avevano prennunciato la settimana scorsa e hanno dato seguito alle promesse mandando ko la maggioranza sul voto di ratifica al Trattato dell’Unione europea che assegna all’Italia il 73esimo seggio all’europarlamento. Così Futuro e libertà, che mercoledì scorso già in commissione Affari costituzionali aveva affossato la proposta del relatore Giuseppe Calderisi di assegnare il seggio al Pdl, ieri è tornata a schierarsi con l’opposizione consegnando nelle mani dell’Udc la possibilità di mandare in Europa un proprio uomo: Gino Trematerra. A farne le spese Giuseppe Gargani come detto, l’ultima parola ora spetta al Senato che esaminerà il provvedimento ma, se Palazzo Madama non dovesse porre rimedio all’incidente di Montecitorio, sarà proprio l’attuale sindaco di Acri ed ex senatore centrista Gino Trematerra ad approdare a Strasburgo. I fatti dal Palazzo raccontano di un Calderisi un po’ seccato della storia: la legge elettorale vigente prevede di utilizzare come divisore il numero dei seggi da attribuire. Essendo da assegnare il 73esimo seggio si dovrebbe, pertanto, utilizzare il numero 73, calcolo che porta all’attribuzione del seggio al Pdl. L’emendamento approvato ha invece utilizzato il numero 72, che porta all’attribuzione del seggio all’Udc. Giancarlo Lehner, deputato Pdl al riguardo dice: “È vero da noi c’erano tanti assenti, ma non credo ci siano stati dei franchi tiratori”. E aggiunge: “Sono scandalizzato perché, per ora, è preclusa ad un uomo garantista per eccellenza come Giuseppe Gargani, (primo dei non eletti del Pdl all’europarlamento nella circoscrizione Sud, ndr) la possibilità di andare a Strasburgo. Uno scandalo messo in atto dal governo che non ha preso una posizione affidandosi al parere dell’Aula e che fa emergere come l’Italia stia prendendo una pericolosa deriva poliziesca. È per questo che non posso credere ci siano stati nel Pdl dei franchi tiratori che si siano resi complici di una combricola di forcaioli”.


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