Sd – Aurisicchio: “Intesa PdL-UdC? E’ il canto del cigno di De Mita”

20 aprile 2009

Avellino – LE INTERVISTE DI IRPINIANEWS – L’ultimo weekend politico ha confermato la disponibilità a convergere nel centro sinistra da parte di IdV e Italia Popolare. Segnali forti in merito – ma ci saranno da attendere ulteriori sviluppi nel corso della settimana – sono arrivati direttamente dai due leader nazionali dei partiti, rispettivamente Antonio Di Pietro e Gerardo Bianco, dai quali sono giunte richieste precise per allargare la coazione, nella quale il Pd dovrà riconoscere agli alleati ruoli paritari. Resta chiuso, almeno al primo turno, il dialogo con Sinistra Democratica ed il centro sinistra alternativo che, con la definizione delle candidature apicali per le poltrone di Piazza del Popolo e Palazzo Caracciolo, si pone come alternativa al Pd. Del quadro politico che va delineandosi in Provincia ma anche dell’emergenza precariato e dell’industria irpina in crisi, ne parliamo con il dirigente nazionale di Sd, Raffaele Aurisicchio.

Onorevole Aurisicchio, l’appello ufficiale lanciato dai dirigenti del Pd a margine dell’ultima direzione politica del partito sembra aver aperto qualche spiraglio per un riavvicinamento con IdV e Italia Popolare in vista del voto di giugno. Il messaggio non ha fatto breccia però tra gli esponenti del suo partito.
“Abbiamo compiuto la scelta di costruire una coalizione con il Prc e Base Popolare: nel momento in cui abbiamo ufficializzato anche i candidati, tutte le decisioni non competono più alle singole forze ma alla coalizione che ha scelto la strada della coerenza. Nel Pd, al di là di supposte o dichiarate convergenze con altre forze, permane l’assenza di iniziativa politica in grado di realizzare questo ‘miracolo’. Sento dire che il Pd ha già pronte diverse in supporto dei suoi candidati, almeno una del Presidente e una ufficiale del partito: tutto ciò è in netto contrasto con il discorso che il partito vuole portare avanti e, a maggior ragione, riafferma che la direzione da noi presa è quella giusta”.

Antonio Gengaro ed Amalio Santoro: come mai due democratici candidati al di fuori dei contorni politici del loro partito?
“E’ presto detto. Il Pd, autocelebrazioni a parte, si trova a fare i conti con un momento di grande difficoltà. Su più posizioni. Rispetto al centro, attraversato da continui smottamenti interni verso le forze che nel centro s’intendono, si veda l’UdC ad esempio, e rispetto alla difficoltà di tenere salda ed ancorata la parte rappresentata dagli ex Ds, tanto è vero che nelle ultime settimane si sono registrati dissidi con i tanti esponenti provenienti da quell’area. La scelta di puntare su Gengaro e Santoro è la riprova che la nostra è una coalizione vera e forte di una granitica coesione ideale che vede la presenza della sinistra radicale, di quella riformista ed europea e di una forte componente cattolica-democratica. Gengaro e Santoro rappresentano il vero rinnovamento e soprattutto sono due elementi affidabili con i quali costruire il consenso nel ceto moderato che rappresenta la maggioranza nella nostra Provincia”.

Diamo uno sguardo in casa degli avversari politici. Il favore intorno al centro destra – rispetto al 1995 quando toccò il suo punto più alto mandando Cosentini al ballottaggio contro Anzalone – è notevolmente cresciuto forte anche dell’appoggio dei demitiani. Quale è la sua opinione rispetto all’accordo maturato tra il PdL e l’UdC?
“L’intesa che è andata delineandosi negli ultimi giorni tra il PdL ed i demitiani rappresenta una contraddizione in termini rispetto ad anni di impegno e lavoro politico svolto contro la destra, un controsenso avverso ad un modo d’essere che aveva caratterizzato De Mita fino a poco tempo fa. Siamo di fronte al ‘canto del cigno’ di un De Mita che rinnega se stesso per approdare in un mondo di fare politica dove regna il cesarismo. Sono convinto che si tratterà di una ‘summa’ che sarà priva di saldature per intero, qualcosa col tempo si perderà. Parafrasando una frase celebre di Totò, la somma potrebbe non fare il totale. La partita elettorale resta ancora aperta: il centro destra non ha ancora vinto le elezioni. La nostra coalizione crede in un grande risultato. Ci sarà da battagliare e tanto: puntiamo al ballottaggio”.

Intanto la nostra provincia si trova a fare i conti con l’industria in ginocchio. In mille hanno partecipato alla marcia per l’Fma. Sd era presente al corteo.
“Le condizioni che vivono gli operai di Pratola Serra sono molto pesanti. Dall’inizio del 2009 hanno potuto lavorare solo 22 giorni ed il loro futuro, ad oggi, è in forte rischio. Ma il segnale che è arrivato dall’iniziativa di venerdì lascia ben sperare. Certo, in tutta questa situazione non ha giovato l’assenza dell’Ente Provincia. Spero che subito dopo la tornata elettorale ci sia una svolta in tal senso: la Provincia dovrà farsi portavoce di tutte le istanze che provengono dal territorio. Le Istituzioni dovranno richiedere al gruppo Fiat certezze per il futuro degli stabilimenti di Pratola così come per quelli di Pomigliano, un nuovo piano industriale ed un’azione più efficace da parte del Governo. Solo con gli incentivi non si esce fuori da questa crisi”.

C’è chi parla di disaffezione della politica rispetto a questi che sono argomenti di grande attualità.
“Credo che in Irpinia manchi la consapevolezza rispetto a questa tematica. Si è portati a pensare che in futuro qualcosa o qualcuno arriverà in aiuto ma la vera soluzione potrà essere trovata solo se, a scendere in campo al fianco della cittadinanza e degli operai, ci saranno le istituzioni, le associazioni ed i sindacati”.

Come potrebbe influire il risultato delle amministrative di giugno nel futuro prossimo del precariato in Provincia?
“La prospettiva di un Governo provinciale di centro destra è assolutamente deleteria. L’Irpinia ha bisogno di sconfiggere la destra e, allo stesso tempo, che si affermi un nuovo centro sinistra. Siamo noi l’unico vero baluardo contro l’avanzata delle destre, perchè il nostro è un rinnovamento autentico e non di facciata. Noi non inseguiamo la logica della conservazione del Pd, abbiamo scelto la del rinnovamento che potrà realizzarsi solo intorno al centro sinistra alternativo”. (di Antonio Pirolo)