Scuolabus: il Comune vende un pulmino per non aumentare le tariffe

Scuolabus: il Comune vende un pulmino per non aumentare le tariffe

22 febbraio 2018

Marco Imbimbo – La decisione è stata presa dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore alla Cultura, Bruno Gambardella: vendere un pulmino per riuscire a mantenere invariate le tariffe per lo scuolabus.

Una decisione dettata da due motivi. La prima riguarda la condizione di ente strutturalmente deficitario, status scattato dal primo gennaio di quest’anno a causa del bilancio 2016. Una condizione che, a norma di legge, impone agli enti locali un tetto massimo di spesa per i servizi a domanda individuale, come appunto lo scuolabus. Tradotto, significa che ogni ente locale può investire fino a una determinata cifra in questi servizi, il resto lo devono mettere gli utenti, quindi i cittadini. Fino ad ora, solo il 10% del costo complessivo del servizio veniva coperto dalle tariffe pagate dagli utenti, mentre in condizione di ente strutturalmente deficitario, questa percentuale non può essere inferiore al 36%.

Il secondo motivo sta nel fatto che, per l’anno scolastico in corso, si è registrato un calo di utenza rispetto a quello precedente: 27 alunni in meno hanno fatto richiesta del servizio scuolabus (passando dagli 84 per l’anno 2016-2017 ai 57 per quello in corso).

Da qui la decisione di mettere in vendita un pulmino. Con i soldi ricavati dalla cessione e i risparmi di carburante, tassa di circolazione e assicurazione, l’ente di Piazza del Popolo riuscirà a non aumentare le tariffe per il servizio.
«Abbiamo confermato le tariffe, ma, per stare nei conti in quanto ente strutturalmente deficitario, vendiamo un pulmino che tanto non serve – ribadisce l’assessore Gambardella. Purtroppo il numero degli utenti diminuisce per vari motivi, a cominciare dal calo delle natalità. L’unico modo per non aumentare le rette, è dismettere un pulmino e risparmiare sulle spese che ne derivano».

Confermate, dunque, le 4 fasce di pagamento. Chi possiede un Isee fino a 5 mila euro, pagherà € 13,12 al mese. Con Isee tra 5001 euro e 10 mila, la tariffa è di € 19,37 al mese. Per un Isee fino a 15 mila euro, la tariffa sale a € 38,25; mentre per dichiarazioni Isee superiori il servizio scuolabus costa € 53,25 al mese.

Conferme parziali, inoltre, anche per il servizio mensa nel senso che la Giunta comunale ha riproposto i parametri in corso: esenzione totale del costo per chi possiede un Isee fino a 5 mila euro; sconto del 50% su ogni pasto per Isee fino a 8 mila euro; prezzo pieno invece per Isee superiori. Ancora non è stato definito il costo del singolo pasto, in quanto l’ente sta predisponendo il bando di gara per l’affidamento del servizio, dato che quello in corso scade a fine anno scolastico.

«Abbiamo confermato i parametri in corso, ma ci sarà una gara per l’affidamento del servizio che gli uffici stanno preparando – spiega Gambardella. Sia io che il sindaco abbiamo chiesto la massima attenzione su questo bando. Sono tempi difficili e parliamo di pasti da destinare ai bambini. Per le tariffe del singolo pasto dobbiamo aspettare il nuovo bando di gara e l’esito».


Commenti

  1. […] aumento, invece, per quanto riguarda il servizio scuolabus, ma solo perché l’ente ha deciso di mettere in vendita un pulmino per contenere i costi. Per quanto riguarda la mensa scolastica, invece, bisognerà attendere l’affidamento del servizio […]