Scuola, precari e ricerca: il dibattito de L’Irpinia x Vendola

9 novembre 2012

Il Comitato “Irpinia x Vendola” promuove un confronto pubblico e aperto su scuola e Università. “L’Italia –spiegano i volontari del Comitato- occupa le ultime posizioni nella classifica OCSE sugli investimenti per la Formazione. Il nostro paese spende per l’istruzione solo il 9% del totale della spesa pubblica, mentre la media dei paesi industrializzati si attesta al 13%. Siamo penultimi tra i paesi Osce, al 31° posto su 32. E’ l’effetto di manovre finanziarie, che hanno utilizzato le risorse della scuola per fare cassa, cui si aggiunge la riforma Gelmini: il più grande tentativo di distruzione del sistema di formazione pubblica. E purtroppo il governo Monti, attraverso il ministro Profumo, sta operando in piena continuità. Il risultato delle politiche di questi anni è che abbiamo un sistema scolastico depresso, che presenta enormi differenze fra nord e sud, fatto di strutture fatiscenti e inadeguate, con classi sovraffollate, con insegnanti malpagati e sottoposti a vere e proprie campagne denigratorie e con un sistema di regole di accesso alla professione mutevole, incerto, frustrante. Le nostre Università, poi, hanno modelli di gestione feudale, con un sistema bloccato che comporta che i docenti italiani siano più anziani rispetto alla media europea, mentre è sempre più strutturale la precarietà tra i ricercatori. Siamo l’unico paese nel mondo industrializzato che non considera il finanziamento alla formazione pubblica come strumento anticiclico, come investimento strategico per contrastare la crisi e per dare un futuro alle nuove generazioni. Non c’è dubbio. Su scuola, ricerca e università ci vogliono politiche alternative rispetto a quelle che abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni”.

“Nessun investimento per istruzione e ricerca… oppure Vendola” è il tema dell’incontro, a cui parteciperanno insegnanti, professori, precari, studenti. L’appuntamento è per giovedì 15 novembre, a partire dalle ore 17:30, presso il Centro Sociale “Della Porta” di Avellino.(di Maria Luisa Manzione)