Scrutatori, Petitto contro Foti: “Vicenda gestita con superficialità. Poppa ha agito secondo legge”

Scrutatori, Petitto contro Foti: “Vicenda gestita con superficialità. Poppa ha agito secondo legge”

14 febbraio 2018

Marco Imbimbo – «C’è poco da interpretare, la legge prevede la nomina». Il presidente del Consiglio Comunale, Livio Petitto, interviene sul caos che si è creato in commissione elettorale per l’individuazione degli scrutatori. «Precisiamo che, l’unica cosa sbagliata che è stata fatta, è proprio il sorteggio perché la legge prevede la nomina degli scrutatori», sottolinea Petitto. Di fatto, quindi, la posizione del consigliere Nicola Poppa è stata più che legittima.

«I tre componenti della commissione avrebbero fatto meglio ad effettuare prima un sorteggio pubblico, nella sala consiliare e aperto a tutti, e poi portare gli elenchi in commissione elettorale e nominarli». Alla base, dunque, ci sarebbe anche un vizio di forma nel modus operandi applicato da chi ha preferito il sorteggio, ma a parte questo resta il caos che si è venuto a creare in commissione elettorale. «E’ vero che esiste un orientamento espresso dal Consiglio Comunale, ma si tratta di un indirizzo che non per forza deve essere seguito – sottolinea Petitto – perché poi è la legge che la fa da padrona».

Una confusione che si sarebbe potuta evitare con molta facilità, come spiega il presidente del consiglio comunale. «Probabilmente sarebbe stato meglio un confronto preventivo con il consigliere Poppa, ma, come sempre, ci troviamo di fronte alla solita superficialità dell’amministrazione. Se avesse voluto ottenere realmente un risultato, avrebbe contattato il consigliere e trovato un’intesa, prima di far saltare la commissione elettorale la scorsa settimana, per poi riaggiornarsi. Si sarebbe potuto evitare tutta questa confusione. Invece si è preferito  fare una polemica con un consigliere che, comunque, è legittimato a fare la sua scelta». Proprio la riunione della commissione elettorale durante la scorsa settimana ha sancito il punto di non ritorno tra le parti. In quell’occasione si sono registrate le dichiarazioni dure del primo cittadino che, di fronte all’impossibilità di procedere con il sorteggio, aveva minacciato di far commissariare l’organismo dal Prefetto. «A quel punto diventa difficile trovare un’intesa tra le parti. Le sue frasi sono state forti e Poppa è stato fatto passare come un delinquente, quanto invece era l’unico che si stava attenendo alla legge. Appunto, ritorniamo alla solita approssimazione dell’amministrazione, perché non si può arrivare in una commissione elettorale senza sapere che quest’ultima nomina e non sorteggia, così come dice la legge».

Insomma, secondo il presidente del consiglio comunale, le responsabilità del primo cittadino, per quanto accaduto, sarebbero forti. «Anche per un’eventuale questione di opportunità politica, il tutto andavo discusso prima della commissione. Lo avrebbe dovuto fare il sindaco in qualità di campo dell’amministrazione, confrontandosi con maggioranza e opposizione. Conoscendo il consigliere Poppa e la sua sensibilità, sicuramente avrebbe fatto un passo indietro, ma questo non lo si può chiedere dopo le dichiarazioni dure del primo cittadino».