Scompare il medico di famiglia? Nei piccoli comuni dell’Irpinia si apre il dibattito

by 16 marzo 2005

Piccoli Comuni: scompare il medico di famiglia? Potrebbe accadere con la nuova convenzione della Medicina Generale. Il nuovo accordo raggiunto tra Governo, Regioni e alcuni sindacati di categoria prevede la costituzione di gruppi di medici di base inseriti in una struttura centralizzata alla quale i pazienti potranno accedere 24 ore su 24, trovando sempre un medico a disposizione. Il tutto comporterà, secondo alcuni, secondo gli addetti ai lavori, una spersonalizzazione del rapporto medico-paziente dovendo il medico rapportarsi non più ad una persona ma ad una sintomatologia e/o patologia. Dall’altro evidente la volontà di concentrare in una sola e unica sede i servizi di medicina di base, raggruppando un certo numero di medici (almeno 10) che copra un territorio da 20 mila a 40 mila assistibili. “Sono contrario alla realizzazione di questo tipo di struttura – dichiara Vincenzo Saccone, medico di base presso il comune di Grottolella e caporeparto di Chirurgia presso l’ospedale militare di Caserta –. Va contro una figura che rappresenta il ponte di collegamento con le altre realtà sanitarie. Senza considerare, poi, quel rapporto di fiducia e conoscenza specifica dei problemi che, in un certo senso, verrebbe meno tra medico di base ed utenza. In posti come i nostri, infine, un simile progetto è davvero irrealizzabile. Non sarebbe aderente alla realtà e costringerebbe molta gente a spostarsi, anche per lunghi percorsi, al fine di raggiungere un’unica struttura che, seppure aperta 24 ore su 24, in realtà non serve affatto. Per questo esiste già il 118. Perché possa assolvere ad una funzione ottimale, invece, occorrerebbero presupposti contestuali molto diversi”. Secondo Virgilio Caivano, il presidente dei Piccoli Comuni, ci sarà la perdita della capillarizzazione del servizio che nelle realtà medio grandi comporterà un maggiore allontanamento degli studi dei medici curanti dalle abitazioni e dei pazienti e nelle realtà dei piccoli comuni la scomparsa di fatto del medico di base. “Si creerà un disservizio con il problema di spostamento dei pazienti e la perdita di quel rapporto di fiducia che per anni ha rappresentato la colonna portante della sanità pubblica. L’unica certezza è che così si potrà imporre un risparmio sulla spesa sanitaria attraverso l’obbligo di adesione a protocolli diagnostici e terapeutici che di sicuro daranno maggior importanza alla finanza e non alla salute”. Insomma la scomparsa del medico di famiglia tra pro e contro.


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