Sciopero generale Uil, De Feo: “Politica del Governo da cambiare”

25 ottobre 2011

Almeno cinque i pullman che partiranno da Avellino il prossimo 28 ottobre per manifestare il proprio dissenso ad una politica persecutoria, messa in atto dal Governo, nei confronti dei lavoratori del pubblico impiego. A guidare la delegazione saranno il segretario provinciale Franco De Feo e i segretari di Uil-Fpl, Uil-Pa e Uil-Scuola. La UIL da molto tempo sostiene che una Amministrazione Pubblica efficiente con i suoi strumenti e le sue potenzialità deve avere un ruolo primario nel percorso di uscita dalla crisi, per consentire uno sviluppo del Paese comparabile con quello degli altri paesi europei e, soprattutto, dei suoi principali competitors. Per questo, a suo tempo, la UIL si è fatta promotrice della privatizzazione del rapporto di lavoro nell’impiego pubblico, vedendo in essa il primo passo di un processo di efficientamento ancorato al fattore lavoro, processo che, purtroppo, la politica non ha saputo e voluto completare. Ancora con la stella polare dello sviluppo del Paese, con grande responsabilità la Uil ha affrontato il tema del lavoro Pubblico, e dei numerosi interventi di cui negli ultimi anni è stato oggetto, e, in questa logica, ha condiviso gli obiettivi di efficacia e di efficienza che erano dichiarati essere le basi dei provvedimenti di riforma. In questa stessa logica, la Uil non ha condiviso molte delle norme della “riforma Brunetta”, che riteneva e ritiene astratte ed inefficaci, fortemente penalizzanti per i lavoratori e le amministrazioni, oltreché palesemente contraddittorie con gli stessi obiettivi di efficacia e di efficienza dichiarati dal Ministro Brunetta e da sempre condivisi dal mondo del lavoro. “Gli interventi delle “manovre” finanziarie – ha sottolineato il segretario della Uil De Feo – hanno avuto sul mondo pubblico effetti devastanti sul piano economico e su quello normativo a partire dalla inaccettabile decisione del blocco del contratto nazionale che per noi resta una lesione da sanare: una P.A. obsoleta per i tagli alle risorse destinate alla formazione ed all’aggiornamento, in molti casi sottopagata e con un blocco delle retribuzioni per almeno cinque anni, disarticolata da tante riorganizzazioni pensate solo in termini di risparmio e non di qualità del servizio, invecchiata con una età media che supera i 50 anni a causa dei tagli agli organici e dal blocco del turn over, marginalizzata dai tagli alla scuola ed a quelli generalizzati agli investimenti a partire da quelli nella ricerca o nell’università e nell’Afam e con una forte presenza di personale precario, compromessa nella reale possibilità di garantire i servizi essenziali a causa della pesante riduzione dei trasferimenti al sistema degli Enti Locali e della Sanità. A tutto ciò si sommano la politica delle esternalizzazioni inutili, inefficienti e costose e l’uso che la politica fa della P.A. come terreno di facile consenso, quando non di clientela o di malaffare. La UIL ritiene che una politica che deprima la Pubblica Amministrazione e mortifichi il lavoro pubblico non solo danneggi i dipendenti, ma sia fortemente contraria agli interessi del Paese e, per questo, si pone l’obiettivo di operare un recupero delle condizioni di lavoro nella Pubblica Amministrazione in un funzionale sistema di relazioni industriali ed in sintonia con un generalizzato innalzamento dei livelli di efficacia dell’azione pubblica”. “Per ottenere questo – ha concluso De Feo -, la UIL ritiene indispensabile procedere sulla strada della piena applicazione al lavoro pubblico del Modello contrattuale firmato nel 2009 dal Governo e dalla grande maggioranza dei soggetti sociali, rilanciando la contrattazione, specie di secondo livello, come strumento di sviluppo. L’obiettivo è quello di realizzare passi avanti, tenendo conto delle specificità organizzative e produttive, verso l’estensione al mondo del lavoro pubblico di quelle duttilità organizzative che sono logica conseguenza della sua contrattualizzazione”.