Scajola: “Campania protagonista del riscatto italiano nel mondo”

15 marzo 2010

Avellino – “In Campania siamo ad un punto di svolta e lo si coglie anche dalle dichiarazioni dei nostri avversari. Avete più sentito Bassolino o la Iervolino? La verità è che pure loro avvertono la sensazione che è finito il tempo dell’occupazione per il centrosinistra”. A riferirlo è Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, nel corso del suo secondo appuntamento avellinese di giornata, tappa successiva al vertice del primo pomeriggio a Palazzo Caracciolo dove si è svolto il faccia-a-faccia con le parti sociali e gli operai della Fma.

‘La nuova Provincia di Avellino per una nuova Regione Campania’, questo il tema del convegno serale del De La Ville a cui hanno preso parte, oltre all’esponente di Governo, anche il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, la coordinatrice del PdL irpino Giulia Cosenza, il capogruppo e vicecapogruppo del PdL a Palazzo Caracciolo, Franco Di Cecilia e Ettore De Conciliis, i candidati del PdL irpino alle regionali Gino Cusano, Franco D’Ercole, Antonia Ruggiero, Maria Carmela Valente, Roberto Castelluccio. Tra i presenti in sala il deputato del PdL Marco Pugliese, Domenico Gambacorta, Girolamo Giaquinto, Giuseppe Stiscia, Giancarlo Ruggiero.

ONESTA’, LIMPIDEZZA E RISPETTO – Scajola detta le regole per la rinascita della Regione: “La Campania è la regione regina del Sud. Dopo 20 anni di centrosinistra però, tutto è rimasto bloccato – ha annotato Scajola – Non si può pensare di lottizzare tutti i settori e avere gli stessi occupati del 1956. E’ vero, c’è stata l’abitudine di tendere la mano e chiedere aiuto: la politica ha scelto la via più semplice, più facile, quella di dare per addormentare il territorio. Diventeremo gli artefici della riscossa del Mezzogiorno se faremo tutto l’inverso di quanto attuato sinora. Noi applicheremo una gestione trasparente della cosa pubblica; chiederemo ai nostri nuovi amministratori di essere onesti, rispettosi e limpidi e il premier Berlusconi e il Governo saranno severi controllori di questo passaggio. Stefano Caldoro sente questa necessità di grande cambiamento ma è necessario ricambio generazionale”.

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IL NUOVO RUOLO DEL SUD – Per creare ricchezza è necessario incentivare lo sviluppo delle imprese locali. Poche parole per Scajola per descrive l’importanza che rivestono le regioni meridionali nel complesso di un Paese proiettato sempre più tra le grandi del pianeta. “Nel Mezzogiorno d’Italia ho sempre trovato più vivacità intellettuale che in altre Regioni dove si è già raggiunto un livello alto di sviluppo – ha ammesso il politico ligure – Ciò è paradossale, come è paradossale che su 300 società quotate a Piazza Affari a Milano solo 9 sono del Sud. E’ evidente che occorre investire per fare crescere l’industria del Mezzogiorno con un sistema di premialità, attraverso una fiscalità di vantaggio e incentivi. Questo Sud non può essere solo la spiaggia dei turisti del Nord, ma deve diventare piattaforma di sviluppo industriale. Rispetto a tanti 30 anni fa, con l’entrata nel campo economico delle nuove potenze, il mercato mondiale si è ampliato oltre i 3 miliardi di potenziali utenti. Competere in questo oceano richiede qualità. Oggi si ha la sensazione netta di come l’Italia sia una vera potenza mondiale, ma bisogna investire nella ricerca e nello sviluppo. Questa sfida deve essere vinta dall’Italia intera, anche con il Sud. Le Regioni del Settentrione difficilmente miglioreranno: il Mezzogiorno sia dunque il vero protagonista della crescita del Paese. Ecco perché se ci sarà voglia di riscatto e non più sussidiarietà, tutto questo potrà diventare realtà e finalmente avremo un Paese unito pronto a recitare il ruolo di grande potenza”. (di Antonio Pirolo)