Savignano – Più di mille persone alla manifestazione di protesta

26 giugno 2005

Savignano Irpino – Savignano non depone le armi: la voce è meno forte, più pacata nei confronti ‘dell’ingiustizia subita’ ma non arrendevole. Il grido di allarme e di protesta non è eccessivo e non si fa sentire come accadde lo scorso 16 dicembre. Ma la rabbia non manca: emerge attraverso i gesti, attraverso prese di posizione tangibili, attraverso atti civili ma non per questo poco forti. Località Ischia è gremita e attenta. Vigila sulla popolazione. Tutti bramano a scoprire quel ‘giallo’ che si nasconde dietro la scelta del territorio savignanese come terra ‘eletta’ ad ospitare fos e sovvalli. I cittadini non sono mancati all’appuntamento fissato per le 18 del pomeriggio di ieri davanti ai cancelli dell’antica fornace. Erano in più di mille, donne, bambini, anziani, parroci, accompagnati dai sindaci di Savignano, Montaguto, Panni, Greci, Ariano Irpino, stretti nella morsa del caldo torrido e di un ancora più caldo senso di solidarietà. Con loro anche l’on. Erminia Mazzoni, membro della Commissione Giustizia al Parlamento. Dinanzi ai loro occhi, agguerriti e pieni di speranza, un’urna. Una lunga fila a deporre le chiavi delle proprie abitazioni, quelle stesse abitazioni che dovrebbero ‘subire’ tutto ciò che comporta la realizzazione di un deposito di ‘rifiuti a norma’ di una capienza di circa 320.000 metri cubi. Nell’urna anche simboliche chiavi del gas… un invito, rivolto a chiunque voglia accettarlo, a trascorrere l’estate a Savignano. “Una decisione nata da un atto di prepotenza”, è così che la definisce il primo cittadino Oreste Ciasullo che aveva promesso di non arrendersi ed ha mantenuto fede alla parola data. La deposizione delle chiavi, infatti, avrà il suo seguito: l’urna non rimarrà avvolta dal silenzio della Valle del Cervaro. Una Commissione provvederà ad organizzare una spedizione per recapitare le chiavi al Ministro all’Ambiente Altero Matteoli e al Commissario straordinario Corrado Catenacci. “Un gesto fermo ed evidentemente simbolico – commenta Ciasullo – Ci priviamo delle chiavi delle nostre case per trasmettere un messaggio molto semplice: nessuno può permettersi di ‘venire a comandare’ sul nostro territorio. Sono praticamente entrati nelle nostre case senza alcun permesso. Senza darci alcuna possibilità di difenderci”. Un modo emblematico per ‘restituire’ spontaneamente tutto quello che di più caro si possiede dopo che “a tutti i costi e senza argomentazioni di valore si vuole distruggere definitivamente un territorio già fortemente compromesso dalla presenza di discariche”. Ma non solo parole. Annullate le prenotazioni estive i fantasiosi abitanti della Valle trascorreranno le vacanze ‘a modo loro’: allestendo una vera e propria spiaggia sulle ‘soleggiate rive’ di Ischia. Una determinazione pacifica ma non senza risvolti: “quello che oggi diciamo con estrema calma, domani avrà il suo seguito. Vogliono una discarica? Per farla qui dovranno letteralmente passare sui nostri corpi. Ci opporremo con la forza alle prese di posizione delle istituzioni”. Ed il prossimo appuntamento è fissato per il 4 luglio a Bovino (Fg) in un incontro con le istituzioni e con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. In seguito… “passeremo alle maniere forti”. (Manuela Di Pietro)