Savignano – L’opposizione: “Tarsu, il sindaco evita confronto”

24 novembre 2010

E’ ancora la questione rifiuti, in particolare il pagamento della TARSU, ad accendere il dibattito politico tra maggioranza ed opposizione a Savignano Irpino. I costi esosi, incomprensibili per un paese sede di discarica regionale, nonché la scellerata ripartizione degli stessi hanno spinto l’opposizione consiliare ad indire una pubblica assemblea. In quella sede l’assessore provinciale all’ambiente, Domenico Gambacorta, oltre a delucidare la popolazione circa le questioni prettamente legate allo sversatoio irpino, fu molto chiaro sull’aumento dei costi Tarsu per i cittadini dovuti alla neonata società Irpinia Ambiente. Questo aumento, secondo Gambacorta, non doveva superare i seimila euro. Eppure nel piccolo comune ufitano il rincaro Tarsu è di circa 38.000 euro. Purtroppo a tale manifestazione, sapientemente, i consiglieri di maggioranza e i relativi assessori non parteciparono. Dalla stessa è emersa la necessità di un pubblico confronto tra maggioranza e popolazione che poteva avvenire esclusivamente attraverso un consiglio comunale aperto. Richiesta avanzata dall’opposizione il 15 Novembre. Ma il sindaco Ciasullo ha ritenuto opportuno rifiutare il confronto adducendo come motivazione, poco plausibile, che gli argomenti proposti all’ordine del giorno non rientrano tra le competenze del consiglio comunale. Eppure si chiedeva di affrontare il problema delle tariffe Tarsu, degli espropri di quei terreni sottratti agli agricoltori per costruire la discarica, questione rimasta ancora irrisolta. “Problematiche che rientrano pienamente tra le competenze del consiglio comunale” affermano i consiglieri di opposizione, “per queste ragioni ci rivolgeremo al prefetto affinché la legge venga rispettata anche nel nostro piccolo comune, che per il momento non è ancora proprietà privata di questa amministrazione. Il sindaco cerca di evitare in ogni modo il pubblico confronto con la popolazione anche perchè deve dare conto di come siano stati spesi i soldi del ristoro ambientale. Circa due milioni di euro sperperati in opere pubbliche inutili, in festeggiamenti superlativi e benefit per i consiglieri di maggioranza. Il nostro è l’unico comune della provincia in cui vengono spesi diecimila euro per comprare telefonini e abbonamenti ai soli consiglieri di maggioranza.” Un problema, quello della spesa pubblica, che allarma fortemente i consiglieri di opposizione e l’intera popolazione.


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