Sasso (S.O.L.E): “Il paese dilaniato dai tanti politicanti di turno”

26 novembre 2010

Di seguito la nota di Ernesto Sasso, del neonato Movimento Politico S.O.L.E. di Avella, che puntualmente riceviamo e pubblichiamo: “Le amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi anni ad Avella, hanno lasciato una profonda cicatrice nel tessuto economico e sociale: in sostanza il paese è stato dilaniato dai tanti politicanti che, opponendosi di volta in volta, a seconda delle fazioni del momento e proponendosi di coltivare solo gli interessi personali e delle famiglie di riferimento, hanno volutamente omesso di preoccuparsi in maniera seria della cosa pubblica, convinti anzitutto, di poter trattare gli elettori come delle pecore al pascolo cui dare, di tanto in tanto, un contentino. I progetti incompiuti (vedi e-governament) o peggio ancora, le opere completate male (vedi parcheggio di Via Brodolini per il quale tutti abbiamo assistito all’indegna storia del paletto, posizionato e riposizionato all’imbocco del dell’accesso solo per salvaguardare, in puro stile feudale, la presunta privacy di due amministratori comunali) e le occasioni sprecate, come il famigerato P.I.T., milioni e milioni di euro letteralmente spariti nel nulla e la svendita del cimitero, rappresentano fatti gravi che sono sotto gli occhi di tutti. L’incapacità di sfruttare, con cognizione di causa, il patrimonio archeologico ed ambientale, l’acquisto di beni e materiali di vario genere senza alcun criterio e fino a quando la legge lo ha permesso, le costosissime consulenze esterne richieste in maniera sistematica, sono i fattori che hanno contribuito al disastro economico. Avella sembra un ente filantropico al contrario, che fa beneficenza togliendo soldi ai cittadini più poveri per darli a quelli più ricchi: è noto a tutti che il comune, negli ultimi anni, non ha mai vinto una causa; i decreti ingiuntivi ed i pignoramenti sono all’ordine del giorno e tutte le costosissime consulenze legali sembrano essere solo delle elargizioni fatte per aiutare qualche avvocato bisognoso. Capire come vengono realmente spesi i proventi delle tasse e dei vari finanziamenti a cui il Comune accede, a prescindere dagli stipendi pagati ai dipendenti comunali, è un’impresa ardua, in quanto la tanto decantata trasparenza degli atti amministrativi è rimasta, nel corso di questi anni, solo una chimera. La classe dirigente avellana ha brillato solo per lo sfruttamento delle risorse da parte dei soliti noti, per la cementificazione selvaggia, anche in aree protette (del P.U.C. piano urbanistico comunale, neanche a parlarne), per il consociativismo sfrenato (si cambia casacca, passando dall’opposizione alla maggioranza senza un minimo di dignità), e infine per le tante promesse campate in aria. Oggi Avella è un solo un dormitorio, non esistono politiche di supporto per le famiglie bisognose, tantomeno politiche giovanili e per gli anziani, non esiste praticamente nulla. Le attività commerciali presenti sulla piazza (negozi, bar, ecc.), sopravvivono solo grazie agli sforzi degli esercenti, che sono costretti a fare sacrifici enormi per tirare avanti, gli assessori addetti al settore si sono dimostrati completamente incapaci di mettere in campo la benché minima manifestazione culturale o ludica, estiva o invernale che fosse, affinchè anche i commercianti potessero beneficiare di un ulteriore accesso di clientela. La maggior parte della popolazione vive in uno stato di perenne bisogno, situazione indotta volutamente da chi ha governato, perché attraverso la limitazione delle libertà democratiche, frutto della mercificazione del diritto al voto, ci si garantisce, in maniera autoreferenziale, la gestione perenne del potere, e si tenta di impedire, nei fatti, una vera svolta democratica. Noi, giovani e meno giovani del gruppo S.O.L.E., per una questione di dignità, pensiamo sia giunto il momento di porre un argine a tutto ciò. Bisogna necessariamente innescare un processo politico innovativo, occorre cominciare a ragionare in termini pratici e affrontare i problemi che interessano realmente i cittadini attraverso la realizzazione di opere pubbliche che apportino un beneficio concreto e con la messa in atto di politiche sociali serie, per creare finalmente una vera opportunità di sviluppo sia a livello economico che sociale. Siamo stanchi di essere il fanalino di coda della provincia di Avellino e per certi versi, vedi il piano di zona sociale, dell’intera regione Campania. Bisogna riorganizzare, secondo criteri meritocratici, la pianta organica dei dipendenti comunali, revisionare le modalità di spesa per risanare il bilancio comunale, senza aumentare le tasse. La trasparenza e la legalità dovranno essere un punto imprescindibile per le nuove classi dirigenti. La prossima tornata elettorale sarà l’ennesima occasione per Avella, i cittadini dovranno scegliere se accettare la sfida del cambiamento e quindi mandare a casa i soliti noti, o rimanere ancorati alle vecchie logiche fallimentari, rivotando per l’ennesima volta chi ha dimostrato nei fatti di essere incapace. L’obiettivo del movimento S.O.L.E. è quello di rappresentare un’alternativa concreta rispetto al passato, e proprio per questo, nel presentarsi alle urne, sceglierà di non candidare nessuno degli ex amministratori che hanno avuto, ricoprendo ruoli di primo piano, responsabilità oggettive nella gestione del paese. Rinnovamento, serietà e concretezza sono i nostri principi attraverso i quali attuare un’idea semplice: migliorare, attraverso la buona politica, la qualità della vita nel nostro territorio”.


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