Santoro e Moricola: “Centrodestra si sottrae al confronto”

30 gennaio 2013

Avellino – “Nella ultima seduta consiliare con cui si era preso solo atto delle dimissioni del presidente Sibilia, la maggioranza aveva assunto l’impegno di un confronto immediato in consiglio provinciale sul prosieguo della consiliatura. Oggi, nella conferenza dei capigruppo, convocata appunto per l’ordine del giorno del prossimo consiglio, quell’impegno è stato smentito, chiedendo di rinviare l’assise a dopo le elezioni politiche”. Lo scrivono in una nota Amalio Santoro e Giuseppe Moricola.
“Evidente il tentativo, da parte della maggioranza, di non “turbare” la campagna elettorale con un confronto che avrebbe messo in chiaro le debolezze e le contraddizioni del centrodestra, con la decisione di Sibilia di dimettersi per la candidatura al parlamento. Rimangono così senza risposta le emergenze più stringenti, come quella degli Osa, dei Forestali, le grandi difficoltà finanziarie legate ad IrpiniaAmbiente, il piano di ridimensionamento scolastico, il problema delle trivellazioni per il petrolio in Alta Irpinia, per citare quelle su cui le opposizioni avevano chiesto il confronto in consiglio. Rispetto ad esse, la turbativa non è costituita dall’imminente appuntamento elettorale, bensì dal silenzio di Palazzo Caracciolo e dalla incapacità delle forze che gestiscono la Provincia, con un vicepresidente impegnato soltanto in attività cerimoniali, di trovare adeguate soluzioni ai problemi più urgenti. Per questo motivo, la maggioranza di centrodestra ha inteso non accettare il confronto con le opposizioni di centrosinistra sul da farsi in questo finale di legislatura. I proclami, seguiti alle dimissioni del Presidente Sibilia, di una nuova centralità del Consiglio Provinciale, come si vede sono durati lo spazio di un mattino. Le preoccupazioni “politiche” del centrodestra hanno preso il sopravvento sulle preoccupazioni del governo locale. D’altra parte, mettere il silenziatore al Consiglio provinciale, non significa imbavagliare l’azione delle opposizioni di centrosinistra. SEL e il Centrosinistra Alternativo, a consiglio provinciale chiuso per “ferie” politiche, non mancheranno di denunciare, a partire da oggi, lo stato comatoso in cui versa l’Ente Provincia: un ente che si è voluto tenere a tutti i costi in vita, sperando da parte di chi lo “governa” di poter lucrare un po’ di utile elettorale per le prossime elezioni politiche. Della serie: tutto come prima, tutto peggio di prima. Stando così le cose, lo scioglimento anche del consiglio sarebbe stata la soluzione politica più logica. In ogni caso non se ne sarebbe accorto nessuno”.