Sanità, protesta di Alaia: domani dal Prefetto, il 30 da Napolitano

24 novembre 2010

Dopo la clamorosa protesta che lo portò fino al Quirinale con l’intento di consegnare, simbolicamente una fascia tricolore direttamente nelle mani del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, Salvatore Alaia, primo cittadino di Sperone, torna all’attacco. Questa volta ha deciso i fare sul serio: domani, infatti, si recherà dal Prefetto di Avellino, Ennio Blasco, con l’intento di consegnare, questa volta, la sua fascia tricolore. E questa volta – minaccia – si fa sul serio. Ci saranno le dimissioni e non si potrà tornare indietro. Una forma di protesta dura e provocatoria, le cui motivazioni hanno radici profonde. Dalla ormai nota ‘questione sanitaria’, ai tanti mancati confronti, nonostante le continue sollecitazioni, con la ‘controparte’. Una storia che va avanti da un bel pezzo, motivo che spinge Alaia, non nuovo a queste cose, ad una nuova forma estrema di protesta. Ecco di seguito la lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano:“Esimio Presidente Napolitano, mi rivolgo nuovamente a Lei con la speranza, mai doma, che un suo autorevole intervento possa dare dignità alla mia dimensione istituzionale che, al contempo, tende a legittimare sul piano politico amministrativo un agire etico posto in essere nell’interesse delle comunità a tutela di quei diritti fondamentali incardinati nella nostra Carta Costituzionale.
Come già evidenziato nella mia precedente missiva del 27 Ottobre 2010, da alcuni mesi mi sto battendo contro il piano sanitario della Regione Campania, strumento di razionalizzazione della spesa sanitaria che oltre a operare iniquamente, con macroscopiche e marchiane sperequazioni, una lesione dei diritti alla salute dei cittadini della Provincia di Avellino ed in particolare dei territori dell’Alta Irpinia, dal 1 Ottobre 2010 sta operando una ulteriore vessazione a carico (tranne le dovute eccezioni per motivi di reddito) di tutti i residenti della Regione in quanto per le prestazioni sanitarie e per i medicinali deve essere corrisposto un ticket che incide pesantemente sulle già precarie condizioni economiche delle famiglie specie di pensionati, operai ed impiegati.
Della questione sanitaria, nella sua organica e complessa strutturazione, sia sul piano socio-economico che su quello meramente politico, il sottoscritto nella sue veste di sindaco unitamente ad altri colleghi ed amministratori irpini, ne avrebbe desiderato discutere con l’attuale Governatore della Regione Campania On.le Stefano Caldoro, il quale fino ad oggi non si è preoccupato neanche minimamente, (con un gesto di cortesia che è pur sempre dovuto nei riguardi di una platea di sindaci) di ascoltare le ragioni di una protesta civile e democratica, limitandosi, inversamente, con un atteggiamento dispotico e oltraggioso del senso istituzionale, a mortificare con volgare e inconcepibile indifferenza, la nostra presenza sottraendosi sistematicamente ad un confronto dialettico che rappresenta, ineludibilmente, un sensore del funzionamento democratico delle istituzioni nel rispetto del pluralismo sociale, culturale e politico in senso lato.
L’atteggiamento dell’On. le Caldoro mi ha indotto, Esimio Presidente della Repubblica, a rimettere, sempre in data 27 ottobre 2010, direttamente nelle Sue mani la mia fascia di Sindaco e l’intento del mio gesto quando ho consegnato la fascia tricolore ai funzionari del Quirinale, era quello di catalizzare la dovuta attenzione sul problema del piano sanitario regionale che investe i diritti alla salute, diritti di rilevanza costituzionale visto che LEI è il primo garante della Carta Costituzionale. On.le Presidente, senza fare incursioni, sul piano giuridico sia formale che sostanziale, sui vizi materiali che investono il Piano Sanitario Regionale della Campania, ritengo che il senso di responsabilità cui Ella ha sempre fatto riferimento nel corso del Suo mandato, debba costituire elemento di assoluta inderogabilità per tutti i rappresentanti istituzionali ed è per questo che faccio appello alla Sua sensibilità affinché si possa dare ascolto alla voce della gente, ai bisogni delle comunità, alle necessità di un popolo che non può subire, passivamente, scelte aberranti e vessatorie che penalizzano già un territorio in grande sofferenza.
Nell’agenda delle priorità del governatore Caldoro il piano sanitario merita una discussione urgente per il grave impatto che lo stesso sta producendo sui cittadini della regione Campania. Se da un lato strutture ospedaliere (vedi l’ospedale di Bisaccia) vengono chiuse per razionalizzare la spesa, dall’altro i cittadini campani (sempre gli stessi) sono costretti a pagare ticket esosi per i medicinali e per quelle prestazioni sanitarie che in altre regioni vengono erogate con un minimo di compartecipazione alla spesa sanitaria.
Una situazione, quella prospettata, che è divenuta improcrastinabile e insostenibile e che merita una immediata soluzione nell’auspicio che il Presidente della Giunta Regionale voglia almeno aprirsi, dialetticamente, ad un confronto democratico con i soggetti istituzionali che rappresentano i territori.
Se cosi non fosse sig. Presidente, allora il sottoscritto contro la protervia e l’arroganza dell’On.le Caldoro – Governatore della Regione Campania – si vedrà costretto, suo malgrado, a rimetterLe anche il mandato quale sindaco di Sperone in quanto Le chiedo a che serve il mandato di rappresentanza popolare se non si riesce nemmeno ad accendere la luce dell’interesse politico sui bisogni della comunità rappresentata. Sarebbe oltraggioso per lo status di Sindaco ma più di tutto per la dignità della gente, già violentata e usurpata dei suoi diritti fondamentali.
Il 30 Novembre 2010, sarò di nuovo a Roma, in Piazza del Quirinale e se le aspettative saranno deluse, Le rimetterò il mio mandato perché come sindaco significa che ho fallito nella mia missione in quanto non ho saputo servire la Costituzione che ho giurato di rispettare, e perché non ho saputo difendere la gente, la mia gente che mi ha delegato a governare.
Confidando in un Suo interessamento Le porgo distinti saluti, rinnovandoLe la mia stima incondizionata e porgendoLe il mio personale ringraziamento per quanto vorrà fare.


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