San Potito in mobilitazione per salvare il Museo del Lavoro

4 dicembre 2012

L’Associazione degli “Amici del Museo del Lavoro” di San Potito si prepara ad una giornata di mobilitazione per salvare il loro Museo dall’abbandono e dalla chiusura definitiva. L’attenzione per le assurde vicende che stanno interessando il Museo del Lavoro di San Potito non è venuta mai meno grazie all’impegno della Associazione degli “Amici del Museo del Lavoro” . Lo testimoniano le importanti adesioni alla petizione lanciata dall’Associazione perché il commissario prefettizio di San Potito dia seguito al bando per la gestione esterna della istituzione, da lui stesso emanato e poi sospeso in seguito alla istanza di un gruppo di cittadini interessati, per motivi squisitamente politico-amministrativi, soltanto ad un braccio di ferro con molti dei promotori della stessa Associazione. Vinicio Capossela, Nichi Vendola, i segretari regionali e provinciali di PD e SEL, il segretario provinciale della CGIL, l’intero consiglio provinciale di Avellino, sono soltanto alcune delle centinaia di adesioni a sostegno della battaglia dell’Associazione degli Amici del Museo del Lavoro, per non lasciare morire una istituzione che in pochi anni è riuscita a proporsi come un punto di riferimento del panorama culturaleirpino. Per continuare ed intensificare questa battaglia di civiltà, L’Associazione è già da alcuni giorni mobilitata per organizzare una giornata di sensibilizzazione per fare in modo che si riaprano le porte del Museo del Lavoro e al suo interno riprenda quel laboratorio originale di iniziative che grazie a tanti volontari sono state messe in cantiere in questi anni. L’appuntamento è per il pomeriggio di domenica 9 dicembre nella piazza di San Potito, di fronte al Museo del Lavoro. “Abbiamo voluto organizzare questa giornata – dice la Presidente dell’Associazione, Giuseppina Porfido- perché l’opinione pubblica, non soltanto di San Potito, possa comprendere fino in fondo le ragioni della nostra mobilitazione. Sarà il momento finale di un lavoro che in queste settimane ha registrato la condivisione di tante persone ( al momento i sottoscrittori della petizione sono già oltre quattrocento). Nelle nostre intenzioni, domenica prossima, sarà l’occasione per ritrovarsi tra tanti amici del nostro Museo, tra quanti ritengono che in questo tempo di crisi economica, non ci possiamo permettere di essere travolti anche da una crisi che insensatamente colpisce anche le poche cose buone che in questo difficile Mezzogiorno con tanto impegno alcuni hanno messo in piedi e testardamente le hanno curate. Attendiamo a San Potito tanti amici, sollecitiamo le loro testimonianze, le loro adesioni e ci stiamo organizzando per accoglierli con la nostra solita ospitalità, sfidando anche le temperature di questa stagione.Avremo modo di illustrare tra qualche giorno il programma completo, ma possiamo anticipare che sarà una un momento collettivo molto intenso, in cui da chi preparerà i dolci, a chi sta allestendo le mostre, a chi già ha fatto sapere di esserci con forme più o meno originali di partecipazione c’è soltanto la voglia di opporsi all’oscurantismo di chi confonde la cultura, e i suoi presidi, con meschine rivincite paesane. E’ anche un modo per sollecitare le autorità competenti – in questo caso il commissario prefettizio che già abbiamo invitato ad esserci per portare le sue ragioni- a non favorire con il proprio immobilismo la deriva che, continuando di questo passo, porterà alla fine definitiva dell’esperienza museale a San Potito: una ferita che non possiamo accettare, perché per come si sono messe le cose, è in ballo non soltanto il Museo del Lavoro, ma la dignità democratica e civile di una intera comunità”.