Samorì e l’Irpinia: c’è feeling. “Voglio rivoluzionare tutto”

26 gennaio 2013

L’Irpinia stringe la mano a Gianpiero Samorì. L’avvocato modenese giunge ad Avellino con un po’ di ritardo. Il tour non è stato di quelli facili, una serie di incontri uno dietro l’altro nei capoluoghi campani. Passo passo al suo fianco c’è Sergio Nappi, amministratore di lungo corso, ora consigliere regionale ma con l’intenzione di voler conquistare un posto in Parlamento. Il numero 1 nella lista è Samori, Nappi subito dietro a dimostrazione della fiducia che l’avvocato modenese ha riposto in Sergio Nappi che lo presenta agli amici ed elettori al circolo della stampa: “il progetto Mir è rivoluzionario. Vogliamo cambiare lo stato delle cose, sia nel campo economico che finanziario. Le ultime vicende finanziarie sono chiare: le banche invece di far credito alle famiglie e alle imprese pensano alla loro attività parallele. Le fondazioni sono una vera e propria lobby. Siamo stanchi di assistere a questo film, Monti con una propria operazione governativa ha sostenuto Montepaschi, e nel contempo svuotando le tasche dei cittadini con l’Imu”. Ad ascoltarlo in sala Adelchi Silvestri, Pino De Lorenzo, il sindaco di S. Nicola Baronia Franco Colella, e tutti i candidati irpini alla Camera e al Senato. Ma l’attesa è tutta per Gianpiero Samorì: “siamo l’unico prodotto nuovo rispetto alla politica attuale, perche’ noi siamo legati al territorio: rappresentiamo davvero la gente comune e nel Mir non ci sono catapultati dall’alto come nelle altre liste Il nostro programma e’ ampio e articolato, ma i punti principali su cui bisogna trovare una larga convergenza sono la riduzione dei parlamentari, eliminare rimborsi ai partiti, ridare ruolo a Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, ricostruire un giusto rapporto tra infrastrutture e ambiente, abolire l’Imu. C’è bisogno di una scelta etica, puntare sulle eccellenze, i costi dello Stato vanno ridotti drasticamente. Dobbiamo ribellarci. Non possiamo continuare a subire. In Italia stiamo impazzendo: si sta costruendo un modello sociale che non ha senso. Stiamo uccidendo la classe media, creando sempre più una distanza tra ricchi e poveri. I parassiti vanno estirpati, perciò non ho voluto candidare nessuno dei parlamentari uscenti, una classe politica che non ha la concezione dei problemi. Poi è arrivata la sciagura Monti: ha approvato leggi criminali, un modo classista di intendere la politica”. L’avvocato modenese non nasconde anche la sua idea iniziale, quando si paventavano le primarie nel Pdl. “Avevo creato un movimento per affrontare le primarie che sono saltate. Il mio è un percorso ideologico, non ho ricattato il Pdl per farmi garantire un paracadute così come hanno fatto altri partiti minori. Nell’arco di due anni riusciremo con le nostre idee ad avere il monopolio del centrodestra. Oggi il Popolo della Libertà è formato da un gruppo tribale, al netto di Berlusconi…” Ma non erano alleati???? La domanda sorge spontanea….