Sacco: “Bisogna rifare il centrodestra in città”

Sacco: “Bisogna rifare il centrodestra in città”

7 ottobre 2015

“Credo che anche nella città di Avellino ci sia bisogno di una grande riflessione politica, con un rinnovamento della classe dirigente. Tutti i partiti di centrodestra devono essere i promotori di questo nuovo processo” così Fausto Sacco segretario politico del movimento SUD EUROPA.

Il buon lavoro che sta svolgendo il Presidente Gambacorta alla Provincia di Avellino è sotto gli occhi di tutti, oltre alla presenza costante del Sen. Cosimo Sibilia di FI, quella dell’On. Pietro Foglia del NCD sul territorio irpino. Adesso è arrivato il momento di iniziare anche nella città capoluogo un discorso serio in prospettiva del dopo Foti. La crisi che sta toccando la politica è sotto gli occhi di tutti e la gente non crede più a niente, se non all’illusione populistica di qualche avventuriero che oggi si mette in gioco. La politica è una cosa seria e noi dobbiamo fare in modo di far emergere i valori che sono stati sempre le linee direttive di essa.   Ciò che è nuovo oramai viene identificato con ciò che è buono, mentre l’esperienza, la competenza e il bagaglio valoriale di uomini che hanno svolto la loro attività politica come servizio verso la comunità, vengono sacrificati sull’altare della demagogia. Noi, operatori politici, dobbiamo riacquistare credibilità e dobbiamo far ritornare il cittadino ad interessarsi del territorio e dei problemi, tenendo come riferimento il partito, luogo deputato a discutere di tutto ciò.  Dobbiamo riportare da subito il centrodestra, nella sua totalità, il luogo dove chiunque possa liberamente esprimersi e far sentire la propria voce, riportando l’uomo al centro del ragionamento con le proprie cose. Noi come piccola realtà democristiana e meridionalista, vogliamo dare il contributo necessario per cercare di allargare e non per chiudere, solo in questo modo il centrodestra potrà vincere anche ad Avellino e sconfiggere definitivamente l’arroganza e il clientelismo di certi personaggi che per quarant’anni hanno gestito la città per affari personali, o di qualche padrone”.