S. Paolina, Spinelli: “Un onore essere un sindaco di sinistra”

22 marzo 2011

Santa Paolina – Angelina Spinelli, sindaco di Santa Paolina, replica alle recenti dichiarazioni a mezzo stampa inoltrate da Isacco Luongo: “È da qualche tempo che il signor Isacco Luongo si diletta a scrivere e rilasciare interviste, ora su un quotidiano locale ora sull’altro, erigendosi a paladino dei cittadini di Santa Paolina, e allo stesso tempo screditando l’operato dell’Amministrazione Comunale – scrive – Finora, come sindaco di Santa Paolina, non ho mai risposto in quanto polemiche pretestuose e sterili e pettegolezzi locali non appartengono né a me né alla compagine amministrativa che quotidianamente, insieme a me, lavora e si adopera per il bene e l’interesse del nostro paese.
A volte, però, è necessario replicare per non correre il rischio di passare per sordi, muti, ciechi e soprattutto per fessi: questo sarebbe davvero troppo!
Fortunatamente siamo in democrazia e quindi ciascuno è libero di parlare ed esprimere giudizi, però io, come credo buona parte dei cittadini di Santa Paolina, mi chiedo innanzitutto Luongo a che titolo parla, a titolo personale o per conto di chi. Lui sostiene di farlo a nome del “circolo Don Milani”. Ebbene, questo circolo sulla carta potrà anche essere costituito, ma nella realtà è un circolo fantasma: a parte il suo fondatore (Luongo), il circolo finisce lì, non un altro volto né un’altra voce né mai un’iniziativa. In realtà si tratta di una associazione inesistente e solo propagandata da un soggetto, appunto il Luongo, che a livello della nostra comunità è una assoluta nullità e che ha cercato di trovare collocazione in più partiti politici senza mai riceverne credito.
Capisco che Luongo sia alla ricerca di una visibilità che altrimenti in paese e fuori nessuno mai gli accrediterebbe, ma credo sia meschino ricercarla argomentando le sue dichiarazioni con notizie fuorvianti e cercando di gettare fango in maniera pretestuosa sull’Amministrazione di centrosinistra da me guidata.
Riguardo la frana che una ventina di giorni fa si è verificata a Santa Paolina (come purtroppo tante altre in tutta la nostra provincia e sull’intero territorio nazionale) e di cui Luongo parla come ne fossimo stati noi gli artefici e lui il salvatore, voglio innanzitutto tranquillizzare i cittadini di Santa Paolina: quel movimento franoso è sotto controllo. Abbiamo già avuto anche la visita di funzionari del Genio Civile, con cui i nostri tecnici hanno effettuato sopralluoghi, ricevendone rassicurazioni. Tra l’altro l’area di frana è già stata oggetto di intervento da parte della Protezione Civile, che nell’anno 1988 effettuò lavori di contenimento con reti. Tale intervento è stato provvidenziale nel limitare i danni della frana stessa. Ora bisogna reperire i fondi per ripristinare le protezioni che sono state danneggiate. Ovviamente abbiamo già provveduto a trasmettere comunicazione dell’evento agli enti preposti, inviando contestualmente richiesta di adeguati finanziamenti per la messa in sicurezza del costone. È misero e volgare speculare su un evento calamitoso creando facile allarmismo e gettando inutile panico tra i cittadini, addirittura paragonando la situazione attuale al disastro storico che colpì Santa Paolina nei secoli scorsi. Per dovere di cronaca, oltre che per non passare per indifferenti ed inetti, voglio precisare al signor Luongo e a quanti hanno letto le sue dichiarazioni e non conoscono i fatti, che noi amministratori di Santa Paolina siamo sempre molto attenti e presenti sul territorio e il giorno della frana, non appena il terreno ha cominciato a scivolare da monte S. Felice, io e tutti i miei assessori ci siamo portati immediatamente sul posto per constatarne la pericolosità. Siamo rimasti lì fino a che la situazione non si è stabilizzata, insieme ai Vigili del Fuoco e allo staff tecnico comunale che abbiamo immediatamente mobilitato unitamente agli altri organi che in casi come questi vanno avvisati; abbiamo assunto tutti i provvedimenti necessari, continuando a monitorare la zona di giorno e di notte. Non abbiamo fatto nulla di eccezionale, soltanto il nostro dovere di amministratori.
Grave davvero è poi affermare, come dice Luongo, che il fatto che io sia un sindaco di sinistra possa essere un elemento discriminante, come se avessero diritto ad amministrare le nostre comunità soltanto sindaci schierati a destra. Alla faccia della democrazia! Ricordo a Luongo, e a quanti come lui la pensano, che per amministrare occorrono idee, tanto impegno, spirito di abnegazione e sacrificio; ma se tutto si dovesse esaurire in un rapporto di conoscenza personale tra sindaci e funzionari o amministratori di enti superiori e quindi la possibilità di avere erogati dei finanziamenti dovesse dipendere esclusivamente da un legame di affinità politica, questo significherebbe la fine della libertà e della democrazia. Piuttosto si informi Luongo sulle gravi difficoltà che i piccoli comuni come il nostro affrontano quotidianamente, da un punto di vista finanziario e non solo, e soprattutto sullo stato di abbandono e lassismo in cui questa amministrazione di sinistra ha trovato il comune e sull’operazione di risanamento effettuata. A Santa Paolina noi amministriamo il nostro paese con serietà, onestà, lavorando alacremente nel pieno ed esclusivo interesse dei cittadini del nostro paese; certamente lo facciamo esprimendo e portando avanti le nostre idee che sono idee di vicinanza alla gente, di apertura verso tutti e di sviluppo del nostro territorio. Per me essere un sindaco di sinistra, come spesso Luongo sottolinea quasi con disprezzo, è un vanto ed un onore: ne vado fiera ed orgogliosa perché vuol dire credere e difendere le proprie idee senza allinearsi alla massa e al vento che spira per semplice e pura convenienza. E se i cittadini di Santa Paolina 2 anni fa hanno largamente premiato la coalizione di centrosinistra da me capeggiata, vuol dire che le nostre idee e tutto il nostro operato sono stati più che apprezzati. Mi auguro che Luongo voglia, in futuro, se mai ne sarà capace, sottoporsi, così come ho fatto io, al giudizio dei cittadini, ovviamente in alternativa alla compagine che guido io, per verificare tangibilmente quanto conta la sua figura nella nostra comunità”.