S. Paolina, Luongo: “Spinelli non si dimette, è come Bassolino”

22 marzo 2011

Santa Paolina – Continua a colpi di note stampa il confronto aspro tra il sindaco di Santa Paolina Spinelli e Isacco Luongo del circolo Don Milani.
“Nel mio piccolo paese, piove sul bagnato – scrive Luongo – Così, il Sindaco invece di aprirsi al dialogo verso le istanze che vengono dalla gente del paese, che manifesta dei disagi reali, e lo fanno attraverso il Circolo Culturale Don Milani, si perde in inutili denigrazioni strumentali. E tutto questo avviene dopo tre lunghi anni di assoluta indifferenza verso le istanze presentate a mezzo stampa, proprio dal medesimo circolo. Non sono sorpreso dalle sciocchezze che riesce a mettere insieme il direttorio comunista quando si tratta di screditare una valida alternativa al suo banale e primitivo modello organizzativo. Racconta solo bugie alla povera gente che ancora subisce il fascino del suo sorriso anch’esso finto e di circostanza. Perché non spiega ai cittadini che la frana a avuto esordi in mattinata, e fino alle 14:30 nessuno tranne il sottoscritto aveva avvisato la protezione civile? Stia pure tranquilla e comoda sulla poltrona la “signorina” Spinelli. Noi siamo in tanti ed in pochi anni, senza fare troppi sforzi, abbiamo visto crescere le adesioni. Molti cittadini di Santa Paolina forniscono al circolo materiale fotografico inedito, manifestano lamentele, ed auspicano soluzioni per il futuro del paese.
Tutto cominciò alla vigilia delle elezioni politiche del 2008, all’epoca c’era ancora FORZA ITALIA, ma si votava per la prima volta sul simbolo del PDL, ricordo che, assieme alcuni amici fidati concordammo di mettere sul passamano dei propri balconi i manifesti del partito di Silvio Berlusconi, e dopo pochi giorni svariati balconi del centro storico esponevano tali manifesti. Noi volevamo solo mostrare libertà di pensiero e pluralismo di idee. E già in quell’occasione si susseguirono tutta una serie di rappresaglie, fummo massacrati d’insulti, io fui chiamato “il testimone di geova”, solo perché provenivo da Genova, e ricordo che non furono rispettate nemmeno le persone anziane. In quell’occasione, visto il ruolo che rappresentavo, fui costretto a scrivere ai giornali per proteggere quei pochi coraggiosi che manifestavano un’idea diversa. E poi questi signori vogliono darci lezioni di democrazia? Ma non curanti delle intimidazioni andammo avanti, e venne a darci coraggio l’attuale presidente della provincia, il nostro da sempre stimatissimo Sen. Cosimo Sibilia. Quell’occasione non la dimenticheremo mai. Perché venne a Santa Paolina pur sapendo che non avrebbe trovato una folla oceanica, ci strinse la mano e quella stretta di mano ebbe un effetto clamoroso, un cittadino ogni quattro votò PDL. L’altra parte della politica finalmente si esprimeva a S. Paolina. Ricordo con piacere la stima e la gratitudine di tutto il direttivo di FORZA ITALIA, c’erano L’avv De Mizia, Avv. Antonino Vassallo, Arch. Claudio Rossano, Flavio Petroccione e tanti carissimi amici, mi affidarono il compito di coordinare i difensori del voto, non solo a S. Paolina ma in molti comuni limitrofi, e questo compito fu svolto dal sottoscritto in maniera eccellente. Poi venne il momento di mostrare coraggio, e non scappai nelle retrovie, ottenni la fiducia della lista tra le più prestigiose, forse la più aristocratica del centro-destra, in un solo anno di attività onesta e leale sul territorio, entrai nell’élite che aveva formato il nucleo primario di FORZA ITALIA, che in quel periodo, costituiva un decoroso movimento culturale, sostenuto da Liberali, Repubblicani, Conservatori, e Social-democratici. Il mio debutto fu accanto all’Avv. Generoso Benigni, e all’Arch. Claudio Rossano come espressioniste della lista “Merito è Libertà” nelle amministrative provinciali del 2009. Sempre coerenti col meridionalismo, ci siamo affiancati anche ad altri movimenti, ma la storia di questa seconda fase è già nota a tutti, per tanto posso ometterla per non appesantire la lettura. Detto questo, approfitto per annunciare che, il Circolo potrebbe subire ulteriori miglioramenti, perché il dinamismo ci è congeniale. Mi rendo conto che tutto questo percorso, fatto in così poco tempo può dare non poco fastidio a chi non è abituato al pluralismo di idee, ed è abituato a razzolare nel pollaio, oppure zappare nel proprio orticello, ma definire “nullità” una forza spontanea e prudente come la nostra, è segno di una visione miope e distorta. Faccia pure come meglio crede, intanto lei non si dimette, le piace fare come Bassolino, anche se il paese va a rotoli, lei rimane al suo posto. Speriamo che pure il paese rimanga lì dov’è. In tanto il degrado e l’incuria devastano le opere pubbliche delle precedenti amministrazioni, e tutta questa avidità di risorse, verso le minute manutenzioni ordinarie, non producono significativi miglioramenti economici nelle casse del comune. La frana irrompe pure nei vari contenziosi del comune e corrode il bilancio”.