S. Angelo – La Pro Loco: “Il campanile ritorni alle antiche origini”

30 luglio 2008

La Pro Loco di Sant’Angelo dei Lombardi sollecita la ristrutturazione ed il completamento del campanile della Cattedrale. “Ridiamo dignità ai siti storico-culturali ed orgoglio ai santangiolesi. Il campanile così come è oggi è una ingiustizia ed una mortificazione”. Questo l’incipit della missiva di Tony Lucido al Sovrintendente, all’Arcivescovo ed al Sindaco Michele Forte che di seguito riportiamo.

Nel marzo 2004, dopo una serie di contatti ed incontri avuti con i responsabili della ricostruzione del campanile della Cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi, la Pro Loco intraprese una serie di iniziative per sottoporre all’attenzione, di quanti preposti, il forte disagio vissuto dalla comunità, per il “particolare” completamento del campanile stesso; ricostruzione per niente corrispondente alla memoria storica e tradizionale locale, nonchè al patrimonio immaginario, collettivo, culturale e popolare della città. In breve tempo furono raccolte circa un migliaio di firme tra cittadini, gente comune, autorità, tecnici, esperti e storici, a sostegno del ripristino della torre campanaria sia nelle sue dimensioni che, nella sua amata particolare eleganza e sveltezza. Aderirono all’iniziativa, sottoscrivendo la petizione stessa, finanche l’Ordinario Diocesano Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo, il sindaco dell’epoca ed amministratori vari. L’elenco delle firme venne trasmesso alle autorità preposte, unitamente ad una accurata rassegna stampa che, valorizzava lo spessore civile, morale e culturale, dell’iniziativa stessa. A distanza di quattro anni, ancora nulla è cambiato in proposito; nel tempo Sovrintendenti vari, politici impegnati ai vari livelli, tecnici ed esperti del settore ed incaricati diocesani, hanno unanimemente, in vari modi e a vario titolo, confermato l’errore e la disattenzione nella ricostruzione della torre campanaria. Tutti, più o meno, a vario modo, hanno assunto l’impegno, di un intervento definitivo di recupero, in termini artistici, storici, di memoria e di tradizione culturale e popolare; quasi a far giustizia per l’onta subita e per la disattenzione, nella cura del particolare, nella ricostruzione del nostro patrimonio storico, artistico ed abitativo, necessitevole di maggiore cura ed attenzione da parte di amministratori, classi dirigenti e cittadini. Oggi, dopo tutte queste valutazioni negative, con impegni più o meno solenni assunti, la situazione non ha subito alcuna variazione, resta lo sconforto, della cittadinanza tutta, per come sono stati concepiti e realizzati all’epoca i lavori; resta il disorientamento delle giovani generazioni che rimproverano alla classe dirigente al mondo delle professioni ed esponenti del mondo della cultura e a quanti depositari del patrimonio storico, tradizionale e culturale del paese, di aver subito, senza clamorose iniziative, senza reazione alcuna, una grave ingiustizia che, suona quasi come un’offesa. In luogo di una svettante e piacevole torre campanaria, ci venne consegnato un campanile tronco che, consente a Sant’Angelo, di essere l’unico paese al mondo con un campanile più basso della Chiesa. Che triste primato! Uno stadio di esso è stato tagliato, oltre la metà, ed è privo dell’ultra centenaria torre dell’orologio che, al di là di essere una superfetazione, era una nota saliente complessivamente della torre campanaria, della Cattedrale e del centro storico, appartenente comunque alla memoria ed al patrimonio culturale della comunità da qualche centinaio di anni; per cui era a pieno titolo luogo e punto di riferimento della tradizione e della storia di Sant’Angelo dei Lombardi. Certo, il campanile non è il problema più urgente da risolvere nella nostra comunità e nel nostro territorio dell’Irpinia, che vive drammatiche situazioni e nuove emergenze economiche, ambientali e sociali; ma è importante e fondamentale ridare alla comunità attenzione e rispetto per la memoria e la verità storica; restituendo quanto la furia del sisma aveva distrutto e la disattenzione e la superficialità dell’uomo ha in malo modo recuperato. La comunità ha bisogno di appigliarsi a punti di riferimento storici, culturali e tradizionali importanti, per non smarrirsi in questo processo di globalizzazione in corso, solo rafforzando l’identità storico-culturale popolare ed il senso di appartenenza con il territorio, si può affrontare con serenità questa importante sfida globale senza esserne travolti. Tante le sollecitazioni e gli inviti giunti alla Pro Loco a proporre iniziative, per cui si è deciso di ritrasmettere, copia della sottoscrizione popolare, all’Ordinario Diocesano Mons. Alfano, al Responsabile della Sovrintentenza di Avellino ed al Sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, con invito agli stessi, alla luce delle diffuse ed unanime critiche, a porre in essere, ognuno per quanto di rispettiva competenza, ogni opportuna iniziativa per riconsiderare, le scelte tecniche effettuate e riportare la torre campanaria della Cattedrale di Sant’Angelo dei Lombardi, alle sue originarie dimensioni, alla sua eleganza, tipicità e sveltezza del passato.