S. Angelo d. L. – Problema rifiuti: la soluzione nella differenziata

7 marzo 2006

Sant’Angelo dei Lombardi – Si è svolto con successo, ieri mattina, presso l’auditorium del centro sociale di S. Angelo dei Lombardi, il convegno sul tema: “Problema dei rifiuti o rifiuto del problema”, nell’ambito della sedicesima settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica. L’iniziativa di ieri, organizzata nell’ambito delle attività promosse dall’Istituto Superiore d’Istruzione Secondaria Superiore di S. Angelo dei Lombardi diretto dal Preside Romualdo Marandino è stata coordinata dal Responsabile del Progetto di Educazione Ambientale Michele Sisto. Primo ad intervenire il collaboratore Vicario dell’Istituto altirpino “Francesco De Sanctis” il professore Gerardo Vespucci che ha spiegato le difficoltà dovute all’annosa questione dei rifiuti che attualmente avvolge le nostre comunità. “Occorre sensibilizzare i cittadini verso la raccolta differenziata, altrimenti il problema dello smaltimento rifiuti resterà ancora per diverso tempo”. Oltre a questo, Vespucci, si è auspicato che l’Italia cresca nella cultura scientifica e tecnologica, attraverso una maggiore sinergia tra ricerca scientifica e ricerca tecnologica. Anche il referente del progetto di educazione ambientale, il professore Michele Sisto, ha relazionato, spiegando agli studenti intervenuti, l’importanza della cosiddetta “raccolta differenziata” necessaria per migliorare la vivibilità di tutti e consentire lo smaltimento delle varie tipologie di rifiuti. Prima dell’intervento conclusivo del consigliere regionale Francesco D’Ercole, è intervenuta la professoressa Giulia Scherillo, Docente presso la Facoltà di Scienze e Teconologie presso l’Università “Parthenope” di Napoli. La docente ha spiegato i sistemi ciclici che caratterizzano i menomi ambientali e ecologici. Ma anche la capacità di recuperare i materiali dei rifiuti solidi. La docente universitaria ha parlato dei processi di fusione e riciclo di alcuni materiali, il processo e le reazioni chimiche. La professoressa Scherilli, ha anche rilevato il forte utilizzo di materiali riciclati nelle altre nazioni europee. In molte realtà europee ci sono varie forme di imballaggio: quello primario e quello secondario. Mentre in Italia ci sono delle realtà in cui la creatività dovuta al riciclaggio di alcuni tipi di rifiuti avviene in alcune regioni del Centro-Nord. Un nodo importante, del convegno, inoltre è stato il tema relativo alla mancanza di inceneritori necessari soprattutto per trattare e demolire i rifiuti tossici. Bisogna stare attenti a non riciclare alcuni materiali che non sono riciclabili. Questo pro provocare dei prodotti merceologici scadenti e che possono anche essere nocivi. Il problema del riciclaggio non è estendibile all’infinito. Da qui nasce l’esigenza di produrre meno rifiuti, attraverso l’utilizzo di eventuali materiali alternativi. Una cosa è certa che nell’attuale ciclo di produzione le discariche sono inevitabili. Tra gli elementi, scaturiti dalla scorretta gestione dei rifiuti in Campania, secondo degli studi della Protezione Civile, emerge una connessione tra cattiva gestione dei rifiuti e ricadute sulla salute dei cittadini. Tra i suggerimenti proposti dagli studenti, è emersa la possibilità di installare anche in Campania, degli impianti di “biomasse” in cui possono essere bruciati alcuni materiali e produrre energia come il metano. La strada maestra per risolvere in parte il problema rifiuti sarebbe quello di produrre e ricercare nuovi materiali meglio riciclabili o biodegradabili che non abbiano un impatto negativo sull’ambiente e sull’uomo. “E’ importante aver avviato una riflessione sul tema dei rifiuti. – ha spiegato nel suo intervento conclusivo, il consigliere regionale di An Francesco D’Ercole – In altre realtà d’Italia, il problema dei rifiuti l’hanno in gran parte risolto. Rispetto ad una minaccia per non aver sfrontato il problema rifiuti abbiamo proposto alcune procedure per risolvere i problemi. Nel 1998, si approvò un piano rifiuti in cui era prevista una raccolta differenziata, la costruzione di una serie di impianti di Cdr, dove bruciando alcuni materiali bisognava produrre energia alternativa. Il processo di raccolta rifiuti intelligente avviato anni fa, nel tempo, ha trovato dei ritocchi da parte degli organi regionali che si sono susseguiti.” Ha concluso il consigliere regionale Franco D’Ercole.