Rugby, Avellino – Partenope: 12-31. Lupi condannati dagli episodi

19 aprile 2009

Avellino – La Coppa Campania conferma quanto di buono l’Avellino Rugby aveva fatto vedere nelle ultime apparizioni di campionato e si dimostra – come preventivato – un’ottima occasione per non disperdere, anzi al contrario rafforzare, quelle basi sulle quali l’Irpinia della palla ovale sta lavorando per un futuro ricco di soddisfazioni. Il risultato però è ancora una volta contro i lupi che tra le mura amiche di Borgo Ferrovia sono sconfitti dalla Partenope Napoli per 12-31. Agli ospiti la prima vittoria, dunque, nel girone A del trofeo regionale, ai biancoverdi invece la consolazione di aver retto egregiamente per tutti gli ottanta minuti. E chi avesse dubbi sulla gran prova degli uomini di mister Rea potrebbe chiederne conferma ai circa cento spettatori presenti sugli spalti che hanno ancora una volta applaudito con convinzione i loro beniamini al fischio finale. Passi da gigante, quelli dei lupi, che emergono partita dopo partita e sotto tutti i profili. Vedere una squadra blasonata come la Partenope che esulta clamorosamente ad ogni meta e si lascia andare a scene di tripudio a fine gara come se si fosse trattato della partita della vita ne è l’ultimo e inequivocabile segnale. Una gara bella, combattuta, epica, dove alla fine, ma solo alla fine, la maggiore esperienza e la maggiore forza dei partenopei ha permesso agli ospiti di avere la meglio.

DIFESA SUGLI SCUDI – E’ quella biancoverde che ha retto praticamente per tutto il primo tempo alle percussioni dei rossoblu. I primi 38 minuti di gara sono stati consumati tra mischie e capovolgimenti di fronte, dove a recitare la parte da leone è stata sicuramente la squadra napoletana. Ma il XV di casa non ha mostrato debolezze, chiudendo sistematicamente ogni spazio alle velleità avversarie. Anzi, proprio i lupi hanno avuto l’occasione buona per sbloccare il risultato con il tallonatore Console che intorno al ventesimo è riuscito a calciare una palla vagante a metà campo sulla quale gli irpini però non sono riusciti ad avventarsi. La gara si sblocca quando sullo scadere di frazione la Partenope riesce a sfondare sulla sinistra. A nulla serve l’estremo placcaggio tentato dall’ala biancoverde Danilo Allocca e così gli ospiti schiacciano a terra i primi 5 punti, che diventano immediatamente 7 grazie alla bella trasformazione dell’estremo rossoblu. Nell’ultima azione Avellino perde il pilone Bello che resta contuso ad una spalla: viene sostituito dal pari ruolo Salvatore Allocca.

FASI DECISIVE – Nella ripresa parte forte la Partenope. Probabilmente gli irpini pagano la mole di lavoro sostenuta nei primi 40 minuti e si trovano così costretti a subire la seconda meta, anche questa trasformata, già al settimo: 14-0. La truppa del presidente Roca non è più però la squadra arrendevole delle scorse stagioni. Gli avellinesi non ci stanno e si rituffano generosamente tra le maglie avversarie. La meta di Cristian Borriello, che arriva al decimo, è ancora una volta il premio al gruppo. Tutti gli avanti avellinesi sostengono il forte primo centro che schiaccia l’ovale prima del calcio aggiuntivo messo dentro da Rauseo (l’apertura aveva dato il ‘la’ all’azione con una bella penetrazione). Al quindicesimo è ancora gloria per gli ospiti che realizzano e ristabiliscono le distanze: 21-7. Avellino paga una disattenzione a centro campo e gli ospiti ne approfittano senza farsi pregare. Pochi minuti dopo il canovaccio si ripropone: Avellino gestisce male l’ovale, i rossoblu ripartono e lo depositano a terra per il 28-7. Una meta discussa, per la verità, dove non è esente da colpe l’arbitro per non aver visto una palla uscita dal campo nel corso dell’azione. Siamo al trentacinquesimo, il risultato sembra acquisito ma c’è ancora spazio per un sussulto biancoverde. Gli avanti di casa vincono la mischia, l’apertura Rauseo imbastisce una bella azione e scarica su Romano Borriello. Il giovane talento scambia con Pericolo – tra i due il feeling è perfetto – e l’ovale torna al secondo centro che, dopo una finta, schiaccia la più bella meta di giornata. 28-12, e come da prassi dedica obbligatoria alla sua Marianna. Sullo scadere il taccuino registra ancora tre punti per la Partenope che trasforma una punizione dai trenta metri prima del fischio finale con cui si torna negli spogliatoi.

LA PARTITA PERFETTA – E’ quella che servirebbe ora come ora all’Avellino Rugby secondo Luigi Rea. “I progressi ci sono e sono sotto gli occhi di tutti – dichiara a fine gara il tecnico di Pomigliano – ma paghiamo ancora salatamente ogni piccola ingenuità. La chiave di lettura del match è tutta qui: giochiamo alla pari ma non capitalizziamo come i nostri avversari. Per vincere partite del genere servirebbe una prova impeccabile”.

MORTIFICARE LO SPORT – Il rugby gode di una prestigiosa fama, conquistata nel corso dei decenni con i fatti: quella di uno sport nobile, corretto e leale. Gesti inqualificabili come la ginocchiata rifilata da Vincenzo Ferlito a Carmine Caliano nel corso della ripresa, a risultato per giunta abbondantemente conquistato dagli ospiti, non aiuta certamente la palla ovale a radicarsi sul territorio regionale. Un inspiegabile fallaccio quello di Ferlito, altrettanto inspiegabilmente punito con una semplice espulsione temporanea da parte del direttore di gara. L’auspicio è che si sia trattato davvero di un black-out e che i fischi possano essere serviti da lezione per il futuro al rugbista napoletano.

MEETING IN AGENDA – Martedì presso la scuola media Solimena, mercoledì prossimo presso la Leonardo Da Vinci: sono questi i prossimi appuntamenti informativi per l’allestimento del settore giovanile in vista della prossima stagione. Ad occuparsene l’infaticabile Pierpaolo Ruggiero che incontrerà gli studenti per documentarli e, se possibile, incuriosirli circa il ‘romantico’ mondo della palla ovale.

PROSSIMO TURNO – L’Avellino Rugby sarà di scena domenica prossima ad Afragola per la seconda gara della Coppa Campania. I lupi incontreranno la squadra favorita del girone. Il pronostico sembra chiuso, vedremo se gli atleti irpini riusciranno a smentire le statistiche. (di Eddy Tarantino)