Rossano: Nessun accordo, il sindaco sarà scelto tra le fila del Pdl

22 luglio 2008

Nel corso della fase costituente del Partito del Popolo delle Libertà, Claudio Rossano vice coordinatore regionale di Forza Italia, solidarizza con le indicazioni poste dal segretario Nazionale onorevole Verdini, per costruire celermente il nuovo soggetto unitario del partito di centro destra. “Ciò è tanto più urgente in Irpinia – spiega una nota di Rossano – dove la caduta della giunta De Simone e le lacerazioni esistenti tra le componenti che ieri costituivano il “centro sinistra organico” aprono nuove prospettive di governo per le forze di centrodestra. Di ciò si sarebbe già dovuto parlare da tempo in una apposita riunione dei quadri di Forza Italia. Raccolgo pertanto le sollecitazioni di tanti dirigenti ed iscritti di Forza Italia che, come me, ritengono prioritario ad ogni altra iniziativa l’accordo delle forze che oggi si riconoscono nel Popolo della Libertà. Dopo il raggiungimento di tale obiettivo, si dovranno discutere le future alleanze amministrative con quelle forze che si riconoscono chiaramente nel progetto politico del Presidente Berlusconi. E’essenziale che i candidati a presidente della Provincia e a sindaco del comune di Avellino siano scelti tra i tantissimi validi esponenti di Forza Italia e dei partiti già oggi costituenti il Pdl. Del resto è stata proprio la chiarezza politica a determinare la vittoria del Popolo della Libertà: nessun accordo con l’ondivago Casini, nessun accordo con l’Udeur di Mastella. Gli elettori italiani hanno premiato tale linea e determinato una sonora sconfitta della sinistra. Occorre perciò insistere su tale andamento e sono convinto che la maggioranza del coordinamento provinciale condividerà questo ragionamento. Come dimenticare le tante accuse di “cesarismo” lanciate negli anni dalle forze “ moderate e centriste” irpine al Presidente Berlusconi? ma soprattutto come dimenticare gli artefici principali del declino sociale ed economico dell’Irpinia? L’elettorato non comprenderebbe le ragioni di una sciagurata ipotetica alleanza che servirebbe solo a conservare spazi di potere ad una ristretta cerchia di amici. Del resto permane ancora l’appoggio dei popolari dell’Udc al governo regionale di Bassolino, che a quella componente ha delegato la gestione della sanità campana, ormai devastata da un debito miliardario. Ai pochi sostenitori della linea “con i centristi si può vincere”, vorrei porre un inquietante interrogativo; credete davvero che i giovani e le donne che si sono avvicinati ai gazebo di Forza Italia, credendo in una politica alternativa all’”ancien régime”, condividano tale alleanza? La condividono gli storici militanti di An? La condividono i tanti riformisti che nel passato contestarono sempre le gestioni clientelari degli enti locali e le tante assunzioni di favore? La stessa vicenda odierna dell’Alto Calore – su cui celermente dovrebbe agire di proprio impulso la Magistratura – è il frutto di un accordo tra forze che ieri erano unite sotto la stessa bandiera del Pd. Non si ripetano oggi gli errori del passato, quando il centrodestra, nell’insano proposito di recuperare voti centristi, propose al comune capoluogo candidati sindaci che oggi militano nel centrosinistra.