Ronghi show: “Scippi al Sud, via l’assistenzialismo demitiano”

26 gennaio 2013

Grande Sud contraltare alla Lega Nord. Ma soprattutto il sindacato politico. Una nuova etichetta che ci sta tutta visto gli uomini scesi in campo. “Il Sud non va abbandonato dalle istituzioni, serve un impegno deciso in termini di infrastrutture e sviluppo che fino ad ora non si è ancora visto. Nessun Governo ha preso a cuore la “questione meridionale” che tuttora è vigente e ne rappresenta il cancro di questi territori dalle enormi potenzialità inespresse. Lo sguardo del progetto politico del nostro partito è tutto rivolto a rompere gli schemi e trascinare la “questione meridionale” al centro dell’agenda di Governo. Oltre a questo serve un forte impegno con incentivi concreti per favorire l’apertura di nuove attività nelle regioni del Mezzogiorno e la relativa assunzione di giovani nelle nuove realtà produttive». Lo ha dichiarato Vittorio Centrella, candidato al Senato nella lista di “Grande Sud”, durante l’apertura della campagna elettorale al Viva Hotel ad Avellino, a cui hanno preso parte i capilista al Senato e alla Camera in Campania 2 di ”Grande Sud”, rispettivamente Salvatore Ronghi e l’on. Marco Pugliese. Presenti anche altri candidati di ”Grande Sud”, Anna Amodeo: “ho sempre lavorato con le fasce deboli, rappresento un sindacato di inquilini l’Assocasa e ringrazio chi ha avuto l’idea di coinvolgermi in questo progetto”. Remo D’Acierno, noto fotoreporter irpino aggiunge: “partire dal territorio, bisogna dare fiducia e aprirsi a nuova ondata di politica. Battersi senza sosta”. “Ho accettato questa sfida per il Sud e per i lavoratori di questa provincia – rimarca il candidato, Antonio Spera, vicesegretario nazionale Ugl Metalmeccanici – una provincia totalmente abbandonata a se stessa e che ha bisogno di essere sostenuta e valorizzata. Accettiamo questa sfida come sindacalisti, come lavoratori”.Poi una stoccata al vicesegretario nazionale del Pd Enrico Letta, giunto oggi in Irpinia per la campagna elettorale: “Dopo un anno e mezzo Letta si accorge del dramma della Irisbus – conclude Spera – non e’ possibile che i problemi di questa terra vengano ricordati solo in campagna elettorale. Noi siamo stati e continueremo ad essere vicini ai lavoratori della Irisbus e di tutti coloro che sono in difficolta’”. Poi la parte più politica, con il capolista alla Camera Marco Pugliese: “allestire questa lista non è stato facile per il poco tempo avuto a disposizione. Siamo riusciti a coinvolgere la società civile, il mondo dell’imprenditoria, i sindacati, giovani e donne. Gente che vuole fare politica per volontariato, per servizio alla collettività, consapevoli che invertire la rotta è difficile”. Pugliese, l’uomo della prima ora al fianco di Gianfranco Miccichè si lascia andare anche ad una proposta: “la legge elettorale va cambiata. Il Partito Democratico si è opposto e se guardiamo le liste capiamo il perché. Gente catapultata da altre regioni, rappresentanza territoriale mortificata, ma lo stesso scenario c’è nel Pdl con candidati siciliani e poi vediamo Arturo Iannaccone che ha fatto tante battaglie in Parlamento fuori dalle elezioni. L’unica possibilità per dare forza al Sud è la nostra lista: vogliamo imitare la Lega, essere logicamente alternativa, perché pronti a tutelare imprese, creare infrastrutture. Siamo contro il finanziamento pubblico ai partiti. La politica deve sapersi sostenere sulle proprie gambe senza chiedere nulla ai cittadini”. Il capolista al Senato Salvatore Ronghi, in riferimento al coinvolgimento del sindacato Ugl, nel progetto politico di ”Grande Sud” ha detto che e’ ”la prima volta che un sindacato, il nostro sindacato, fa una scelta di campo, una scelta coraggiosa su un progetto nascente non consolidato e con tanti rischi. Ma questa e’ l’ora giusta per scendere in campo. Ricordo alla stampa – ha aggiunto Ronghi – che, secondo quanto riportato da alcune testate, ”Grande Sud” doveva servire al Pdl solo per candidare i cosiddetti impresentabili. Invece questo e’ un progetto del Sud e per il Sud, forte e serio, non una bad company come siamo stati definiti da qualcuno. Le nostre sono liste ‘pulite’ e accolgono la societa’ civile, la gente che pretende il cambiamento per la Campania e per il Mezzogiorno’. Ma gli affondi del sanguigno Ronghi non si fermano: “Siamo incazzati, ma davvero incazzati, c’è bisogno di un cambio di direzione. Il partito deve essere una idea. Perciò ci siamo organizzati, perché mi sono rotto i c….. dei continui scippi al sud. Il Partito Democratico continua a vendere la sua anima al nord. Bisogna avere coraggio, soprattutto al Sud. L’assistenzialismo demitiano deve finire, sono stufo di essere chiamato camorrista, scansafatiche, dobbiamo fare mea culpa e non votare più chi fa i c….propri. Il Sud non è il porto degli extracomunitari, ma deve essere la porta del Mediterraneo”. E via agli applausi.