“Ritratti Bestiali”, la seconda chance di Avellino e Atoche chiede un altro muro

“Ritratti Bestiali”, la seconda chance di Avellino e Atoche chiede un altro muro

23 marzo 2016

Dopo l’imbarazzante vandalizzazione della “Madonna del Madrillo” cancellata di notte con una secchiata di vernice bianca a Viale Italia perché ritenuta blasfema, Carlos Atoche sembra intenzionato a tornare ad Avellino. L’artista peruviano avrebbe chiesto un muro, protocollando la richiesta di permesso al Comune così da poter creare un nuovo murale in città.

In realtà il celebre artista aveva già approfittato del palcoscenico di CanalArte a Serino per proporre una nuova opera, ispirata ad un dipinto del 1400. Quest’ulteriore occasione potrebbe essere una seconda chance di dimostrarci rispettosi verso una forma d’arte libera come lo street art.

Atoche sarebbe stato mosso dai tantissimi messaggi di stima da parte dei cittadini irpini, in seguito all’opera di vandalizzazione. “La città non l’ha capito, ma conosco il prezzo ed il rischio di lavorare per strada” aveva affermato a riguardo lo stesso artista. Una donna con in braccio una scimmia è stata distrutta da una “secchiata” di vernice, questo è quello che accadde un anno fa e la speranza è che tale colpa venga espiata il più presto.

Intanto, in attesa che la notizia del ritorno di Atoche ad Avellino venga ufficializzata, domani alla Casina del Principe sarà inaugurata una mostra a lui dedicata, denominata “Ritratti Bestiali”. Dal 24 marzo fino al 9 aprile l’artista sarà in città con le sue opere: dipinti ad olio che seguono, forse in maniera anche caricaturale, l’iconografia e l’iconologia dei ritratti rinascimentali, rilevando nei propri tratti le origini sudamericane del proprio autore.

L’evento rappresenta il primo appuntamento della rassegna “Cromie”, una vetrina per giovani artisti il cui obiettivo è dare la possibilità di esporre i propri lavori, spiegarne la poetica, coinvolgere e far avvicinare all’arte contemporanea un pubblico più ampio. Il tutto sarà coinvolto in un atmosfera di letture, di concerti e performance artistiche. L’allestimento è curato da Antonio Sena e Francesca Brini, con la collaborazione di Emanuela Robustelli. L’obiettivo è quello di far conoscere da vicino la poetica dell’artista così mal interpretato in città.

Non è molto, ma è l’inizio di un percorso che porti quella vernice bianca, rimasta sulle mani da circa un anno, ad essere lavata.

 


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