DIARIO DAL RITIRO/ Cala il sipario. Dall’arena al Coni: non è finita

DIARIO DAL RITIRO/ Cala il sipario. Dall’arena al Coni: non è finita

28 luglio 2018

di Claudio De Vito – Giù il sipario sull’arena, lo spettacolo è finito. Ariano Irpino saluta l’Avellino dopo averlo coccolato per tredici giorni e altrettante notti. Alcune insonni, in particolar modo durante la prima settimana a tratti surreale. Ma al di là di tutto Ariano ha recitato la sua parte.

Ha fatto da culla alle speranze mai sopite dell’intero entourage biancoverde in alcuni frangenti smarrito e spaventato dalle incognite del futuro. Sentirsi a casa è stato importante per Michele Marcolini e i suoi ragazzi. Svolgere il ritiro pre-campionato in Irpinia si è rivelato un valore aggiunto in una fase così delicata.

E’ stato un ritiro vissuto nell’incertezza da chi credeva di potersi concentrare soltanto sul rettangolo di gioco dell’arena “Pietro Mennea” che di tanto in tanto si è surriscaldata grazie all’incitamento del tifo. Ariano Irpino è un capitolo che si chiude per fare spazio alla prossima sfida.

Sì perché non è finita. Il 31 luglio l’Avellino ha in calendario l’appuntamento con la storia. Toccherà scriverla al Collegio di Garanzia del Coni all’esito della battaglia legale con la Figc da parte del club biancoverde.

Dall’arena al Foro Italico il passo è davvero breve. I cinque cerchi olimpici sono dipinti sui gradoni dell’impianto arianese e martedì si riproporranno al Coni. Simboli identici, contesti diametralmente opposti. A Roma il popolo biancoverde marcerà per trasmettere tutta la sua carica e sfoderare l’orgoglio che nessuna sentenza potrà soffocare. Guai però a perdere la calma olimpica è il caso di dire: il ricorso dell’Avellino poggi su basi solide che inducono all’ottimismo.

Un’intera tifoseria con il fiato sospeso ormai da quasi due settimane attende di liberare l’urlo della vittoria nella trasferta più importante, quella del dentro o fuori. “Non è finita” urla intanto il coro del lupo. E’ finita soltanto l’esperienza sul Tricolle per un saluto che sa di arrivederci a giorni più felici e spensierati. Perché Ariano Irpino merita un ritorno con il sorriso negato dai cattivi pensieri di un’estate tormentata.

Questa mattina all’arena l’ultima dura prova per polmoni e muscoli con lavoro prettamente atletico prima del rompete le righe utile a staccare la spina a tutti i livelli: fisico sì, ma soprattutto mentale. L’Avellino si ritroverà martedì pomeriggio a casa sua per quello che assomiglierebbe a un nuovo raduno pre-campionato in caso di pronuncia favorevole del Coni. Un nuovo inizio da condividere con una piazza che non ha mai abbandonato la Marcolini band. “Se tutto va per il verso giusto ci divertiamo” ha detto l’allenatore dei lupi. Una sensazione comune. Manca solo la scintilla per renderla realtà.