Risanamento Alto Calore, Ciarcia non convince: nuovo summit tra 10 giorni

Risanamento Alto Calore, Ciarcia non convince: nuovo summit tra 10 giorni

15 aprile 2019

Alfredo Picariello – Le proposte per il risanamento e la ristrutturazione dell’Alto Calore non convincono. In particolare il Governo, rappresentato dal sottosegretario al ministero dell’Interno, Carlo Sibilia (dichiarazioni in un altro articolo), il quale afferma: “Serve un segnale di discontinuità”. Poca chiarezza e, dunque, il tavolo tenutosi in Provincia stamane, viene aggiornato, su proposta del Presidente Domenico Biancardi, tra dieci giorni. In gioco c’è il futuro dell’Alto Calore e dei suoi dipendenti. Dopo il summit del 21 gennaio scorso, oggi l’amministratore unico Michelangelo Ciarcia ha avanzato le proposte della società dell’ente per uscire dalla situazione di crisi. Una relazione di circa 40 pagine, con dati, numeri e tabelle.

“L’Alto Calore – afferma Ciarcia – è in grado di avviarsi verso il risanamento, anche perché già abbiamo posto in essere azioni che, in parte, sono state realizzate”. I capisaldi sui quali poggia il piano sono l’efficientamento energetico, l’ottimizzazione della centrale di Cassano Irpino, il contenimento della dispersione idrica, la riduzione delle unità lavorative grazie ai prepensionamenti, la riduzione delle morosità. “Possiamo evitare il deficit – sottolinea Ciarcia -. Siamo passati dagli oltre 700mila euro di perdite mensili agli attuali 352mila. Mi aspetto pieno sostegno del Governo, per ottenere i 50 milioni di euro dalla Cassa Depositi e Prestiti”. Ma uno dei veri nodi da sciogliere sono i circa 140 milioni di debiti accumulati dall’Alto Calore in tutti questi anni.

Proprio su questo aspetto punta il Presidente della Provincia. “Non sarà certo semplice avere l’attenzione della Cassa Depositi e Prestiti – dice Biancardi -. Occorre innanzitutto avere un bilancio che sia in attivo”. Anche il Comune di Avellino, rappresentato oggi dal subcommissario Franco Ricciardi, vuole prima vederci chiaro sui bilanci”. Scettici, soprattutto sui possibili tagli di personale, i sindacati, stamane compatti al tavolo a Palazzo Caracciolo. A cominciare da Franco Saccardo dell’Ugl Territoriale, passando per la Uil rappresentate da Gigi Simeone e la Cisl di Mario Melchionna, il quale chiede una sintesi delle varie proposte sul tavolo. Presente anche una delegazione di “Acqua bene comune – aspettando Godot”. Tra dieci giorni, una nuova riunione, con l’obiettivo di tutti di fare il possibile per salvare l’Alto Calore.