Riordino Poste, monta la protesta dei cittadini di Quaglietta

5 dicembre 2012

La protesta per il mantenimento delle Poste a Quaglietta si fa sempre più serrata. Il “Comitato civico permanente per i servizi garantiti” è pronto ad occupare gli uffici postali qualora il 7 settembre Poste Italiane procedesse alla chiusura della struttura. “Ringraziamo il Prefetto per aver gestito bene l’ordine pubblico in tutti i comuni interessati dalla protesta delle Poste, ma almeno a Quaglietta provvederemo in queste ore ad informarlo che i cittadini occuperanno l’ufficio postale qualora chiuda il 7 come ventilato da Poste Italiane”, dichiara Alfonso Giovine, presidente del Comitato.
“Già nelle riunioni con l’amministrazione comunale – spiega Giovine – come Comitato sottolineammo come Comitato che il fronte della protesta doveva essere spostato a Roma, alle direzione delle Poste Centrali. Infatti quando nel 2005 riuscimmo a mantenere aperte le Poste a Quaglietta, il problema si è risolto a Roma. Chiediamo proroghe anche provvisorie – aggiunge Giovine – nell’attesa che si stabilisca, come giusto che sia, il mantenimento dell’ufficio. Colgo l’occasione per lanciare un appello a politici di ogni colore per aggregarsi alla protesta della comunità di Quaglietta”.

In una lettera inoltrata alla direzione centrale delle Poste a Roma e al Prefetto, il Comitato spiega che “… Quaglietta è una frazione del Comune di Calabritto che dista dal Capoluogo circa 7 Km, attualmente vanta circa 550 abitanti fissi ed altrettanti emigranti che in buona parte tornano durante il periodo estivo. Come in molte altre realtà Irpine, buona parte degli abitanti del paese, e degli emigranti, è in età avanzata,e di conseguenza titolare di pensione. In tale contesto socio-ambientale” l’ufficio postale” è stato sempre ritenuto l’unico contatto diretto con il mondo della economia e della finanza: nell ‘ufficio postale si riscuote la pensione, si depositano i risparmi, si effettuano i pagamenti delle imposte, delle tasse». Laddove la protesta «non si sortisca alcun effetto pratico, gli abitanti di Quaglietta e gli emigranti, come già convenuto su impulso del Comitato, faranno si che si attueranno tutte le forme di protesta civile : 1. Si chiederà l’apertura di uno sportello bancario attraverso il quale saranno effettuate tutte le operazioni finanziarie e dopositi; 2. Si provvederà all’estinzione di tutti i depositi e buoni fruttiferi giacenti presso l’Ufficio Postale”.