Riordine Poste, l’Adoc scrive all’ad di Poste Italiane Sarmi

5 dicembre 2012

Avellino – Riordino Poste in Irpinia, questa mattina il presidente dell’Adoc Avellino Gianluca de Cunzo ha inviato una lettera a Massimo Sarmi, Amministratore Delegato del Gruppo Poste Italiane, con la quale viene chiesto la sospensione della prossima chiusura degli uffici postali e la costituzione di un tavolo di trattativa per scongiurare la definitiva chiusura degli stessi.

“Le invio la presente – scrive de Cunzo – in qualità di presidente dell’Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori della Provincia di Avellino – ADOC di Avellino – ed in nome e per conto di centinaia e forse anche migliaia di utenti residenti in questa provincia, che da giorni inviano presso gli uffici dell’azienda che rappresenta, vibrati reclami con i quali denunciano il loro disappunto per l’improvvisa e illegittima chiusura degli uffici postali siti nei pressi delle loro residenze. Come associazione riteniamo che la chiusura dei suddetti uffici viola:

il diritto costituzionalmente garantito ad ogni cittadino di comunicare liberamente senza alcuna limitazione (art. 15 Cost) ;
l’art. 3 commi 1,3,10,12 del Decreto Legislativo n.261 del 1999, in quanto: non viene assicurata adeguatamente la fornitura del c.d. servizio universale;
non viene offerto un servizio tale da garantire il rispetto delle esigenze essenziali di questi cittadini;
non viene assicurato un trattamento identico con altri cittadini residenti nel medesimo comune o provincia;
il piano di riordino non prende in assoluta considerazione il mutato contesto economico e sociale e ovviamente, le esigenze dell’utenza.
Poste Italiane non ha adeguatamente informato gli utenti ed i rappresentati istituzionali del luogo circa l’imminente chiusura degli uffici;
l’onere del servizio universale è finanziato attraverso il fondo di compensazione di cui all’art. 10 del medesimo Decreto Legislativo.

Per questi motivi e per altri che per ovvi motivi di celerità e di sintesi non vengono elencati in questa sede, i cittadini hanno partecipato unanimemente all’iniziativa posta in essere dall’Associazione che rappresento, dimostrando fattivamente la gravità e rilevanza dei disagi personali ed economici che dovranno sopportare con la prossima chiusura degli uffici.

Fatta questa doverosa premessa, tenuto conto che da informazioni di stampa, il prossimo 10 dicembre gli uffici di cui all’oggetto dovrebbero essere chiusi da Poste Italiane S.p.A. , e che tale chiusura nell’immediato sarà causa di notevoli disagi, soprattutto per quella utenza più debole formata da anziani e famiglie a basso reddito, La invito cortesemente a disporre una congrua sospensione dell’iniziativa, al fine di consentire a questi cittadini di trascorrere tranquillamente le imminenti festività natalizie e nel contempo di verificare per ogni singolo ufficio postale, alla presenza dei rappresentati istituzionali locali, idonee soluzioni economiche-organizzative che tutelino da un lato il diritto e le necessità degli utenti e dall’altro l’interesse economico e organizzativo di Poste Italiane.

Tenuto conto dei ristretti termini concessi da Poste Italiane, se la presente missiva non dovesse ricevere riscontro entro il termine massimo di 48 ore dal suo inoltro, nell’interesse di tutti quei cittadini che hanno aderito alla nostra iniziativa e di tutti gli altri che vorranno aderirvi, ci vedremo costretti a pubblicare sul nostro sito e sugli organi di stampa il modello di ricorso da inoltrare all’Autorità Garante per le Comunicazioni, al fine di instaurare un procedimento ispettivo tendente alla verifica della legittimità e coerenza della chiusura di ogni singolo ufficio postale”.