Rinascita Ex Ipai, scompare uno dei protagonisti: Fiorentino Lo Vuolo

12 maggio 2005

IL RICORDO – Un nome. Una storia. Fiorentino Lo Vuolo. Uno dei protagonisti della svolta del centro oncologico di Mercogliano. Fu lui, essendo dirigente dell’Asl AV2 a lanciare l’idea di collegare l’istituto irpino al Gaslini di Mercogliano per farne un centro di alta specializzazione per la cura dei tumori infantili. Un’idea nata all’indomani della chiusura del centro Ipai che ospitava i bambini, come voluto nel 1970, dalle famiglie Malzoni e Savignano: donarono alla Provincia di Avellino un suolo sulla collina di Mercogliano. Da allora le battaglie affinché il polo oncologico di eccellenza del Mezzogiorno non rimanesse solo chimera. Da qui l’alzata di scudi contro lo ‘scippo’ partenopeo, quello del Pascale. All’alba del 31 luglio del 2004 Fiorentino Lo Vuolo insieme al presidente della Provincia Alberta De Simone, i consiglieri regionali Enzo De Luca, Angelo Giusto, Franco D’Ercole, il vice sindaco di Mercogliano Massimiliano Carullo, le guardie provinciali e quelle del Comune di Mercogliano picchettarono l’Ex Ipai. In quell’occasione Lo Vuolo dichiarò: “L’Asl è disponibile a gestire provvisoriamente la struttura in attesa della formazione del tavolo tecnico. Tutta questa situazione è stata impostata su una serie di equivoci che vanno urgentemente chiariti. Bisogna individuare le responsabilità di chi finora ha lavorato per la chiusura del Centro Oncologico. Nel 1991, quando io ero amministratore dell’Istituto Tumori, c’era la possibilità di creare una struttura importante che evitasse i viaggi della speranza all’estero. Ora dobbiamo fare in modo che questo progetto si possa tradurre in opportunità concreta. Sarebbe per questo auspicabile che al tavolo tecnico intervenissero tutti quelli che hanno seguito la vicenda da vicino, come il commissario Barbarisi sollevato dall’incarico nel 2001”. Insomma un uomo combattivo vicino ai pazienti, agli stessi che con lui hanno condiviso una malattia che lo ha portato a spegnersi ieri mattina. (di Teresa Lombardo)