Rifiuti – Rossano:”Sbagliata l’idea di riempire le cave abbandonate”

26 novembre 2010

Avellino – Dopo il dibattito sulle ecomafie di ieri mattina (e le conseguenti dichiarazioni da parte di coloro che hanno aderito), arrivano puntuali le risposte da parte della classe politica ed istituzionale di Avellino. Segue la nota a firma dell’Architetto Claudio Rossano, proprio sulla delicata, quanto attuale ‘questione rifiuti’: “Di fronte all’emergenza rifiuti ormai diventata “cronica” in Campania, desta sempre maggiore perplessità il fatto che tutte le forze politiche si attardino a proseguire sulla fallimentare strada della cosiddetta “raccolta differenziata”, senza comprendere che la sua mancata realizzazione è dovuta ad alcuni fattori purtroppo persistenti nel Meridione ed in special modo in Campania: la mancanza nella popolazione di una specifica cultura ambientale, la mancanza di idonei siti ed impianti per la realizzazione del ciclo integrato dei rifiuti ma soprattutto la presenza asfissiante di una malavita organizzata interessata alle diverse fasi del ciclo (raccolta – trasporto – trasformazione ed eliminazione dei rifiuti). E più sono i cicli, più la camorra guadagna. Occorre perciò passare ad una strada diversa, tecnologicamente valida, contestando le risibili scelte di alcuni esponenti del PD. Il sen. De Luca insiste nella sua idea, non supportata da alcun studio scientifico, di riempire di rifiuti le cave abbandonate della Campania, ignorando che proprio nelle cave vi è maggiore permeabilità dei terreni e quindi pericolo di inquinamento per le falde acquifere. Il Sindaco di Napoli Iervolino propone invece di riempire le cavità del sottosuolo della città di Napoli, evidentemente ignorando i rischi igienici che tale soluzione comporta. Eppure da oltre tre anni è presente sul mercato – e viene utilizzata con positivi risultati negli Stati Uniti – una tecnologia che, per smaltire i rifiuti, utilizza piccoli impianti prefabbricati di “gassificazione” ad impatto ambientale quasi nullo. Tali impianti, trasportabili e modulari, utilizzano un processo di pirolisi ovvero un processo di decomposizione termochimica di materiali organici, ottenuto mediante l’applicazione di altissimo calore e in completa assenza di un agente ossidante. I rifiuti, senza essere differenziati, vengono così quasi interamente distrutti, trasformandosi per l’80 % in gas sintetico, utilizzabile come energia, e per il 20% in rifiuti speciali che dovranno poi essere smaltiti. Secondo notizie apparse già due anni fa sulla stampa e con i prezzi appunto riferiti al 2008, un impianto base, che smaltisce 200 mila tonnellate di materiale al giorno, costa circa 20 milioni di euro e occupa un’ area di 200 metri quadrati (su un suolo di quattro ettari, per la movimentazione mezzi). Come si vede costi di molto inferiori a quelli dei nuovi termovalorizzatori che si vorrebbero realizzare, con tempi molto lunghi di costruzione. Della vicenda del resto si interessò la stessa struttura commissariale di Bertolaso, dopo un intervento del console USA Truhn che – scandalizzato per quanto avveniva a Napoli – suggerì la soluzione adottata in alcune realtà degli Stati Uniti. La struttura tecnica di Bertolaso a suo tempo avrebbe dovuto addirittura visitare gli impianti della società “Adaptive Arc”. La realizzazione – possibile in tempi celeri – di tali impianti modulari, dislocati in più punti del territorio limiterebbe anche le problematiche del trasporto dei rifiuti, che rappresenta il vero “business” della malavita organizzata. Oggi si prospetta addirittura il trasporto dei rifiuti campani in Svezia o Norvegia, con trasporti via mare e costi altissimi. Ma forse non si vuole ricorrere a tale radicale soluzione del problema proprio perché essa spezzerebbe quella catena di alti costi per trasporti, per processi per differenziazione dei rifiuti ( quasi mai effettuata ) voluta dall’efficiente sistema della camorra campana“.


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